Aree crisi complessa, speranza per Ottana

Il documento per l’avvio della procedura di riconoscimento verrà presentato alla Regione

OTTANA. Il presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru, ha incaricato i rappresentanti istituzionali e le parti sociali del territorio di predisporre un documento per avviare la procedura di riconoscimento dello status di area di crisi complessa per il polo industriale di Ottana. Per dare corpo all'iniziativa, sollecitata da un ordine del giorno approvato il 9 gennaio scorso dal consiglio regionale su proposta del capo gruppo del Pds, Gianfranco Congiu, è stata avviata una serie di incontri e interlocuzioni tra la Provincia, i sindaci di Ottana, Bolotana e Noragugume, sul cui territorio ricade l’area industriale, il Consorzio industriale, la Confindustria nuorese e le organizzazioni sindacali provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Il documento, una volta condiviso da tutti i soggetti interessati, sarà consegnato al governatore che dovrà predisporre la procedura burocratica da presentare al ministero dello Sviluppo economico al quale spetta la dichiarazione di area di crisi complessa che riguarda specifici territori colpiti da recessione economica. L’obiettivo, nel caso specifico, è quello di riqualificare l’area di Ottana ai fini della ripresa industriale, di formare le risorse umane da immettere in una nuova prospettiva di lavoro, di riconvertire gli stabilimenti industriali dismessi e di realizzare nuove infrastrutture in grado di attrarre nuovi investimenti.

Se la Regione dovesse riuscire a ottenere il riconoscimento di area di crisi complessa, per Ottana potrebbero aprirsi nuove possibilità di investimenti e di occupazione. Un provvedimento necessario per ridare vita alle speranze di ripresa produttiva dopo la chiusura degli stabilimenti di Ottana Polimeri e di Ottana Energia che ha provocato il licenziamento di 150 lavoratori e la fine dell'indotto e del settore degli appalti che dava lavoro a un centinaio di persone. In Sardegna sono state riconosciute aree di crisi complessa quelle di Porto Torres e Portovesme. L’area di Ottana, nonostante la crisi irreversibile che ha provocato la chiusura di tutte le fabbriche e la fine dell'era industriale, è stata riconosciuta solo area di crisi di livello regionale. Un riconoscimento, questo, che esclude l’ex polo chimico del centro Sardegna dagli investimenti per la ripresa produttiva e per le bonifiche come, invece, avvenuto per Porto Torres. L’unica speranza per rilanciare il polo industriale di Ottana è il riconoscimento da parte dello Stato dello status di area di crisi complessa. Una richiesta che impegna da tempo i soggetti istituzionali e le parti sociali del territorio in un percorso unitario che ora finalmente potrebbe arrivare a buon fine. Rimane in piedi anche la proposta, peraltro ancora da avviare, di inserire Ottana nei cosiddetti Sin, i siti di interesse nazionale identificati come contaminati in relazione alla quantità e alla pericolosità degli agenti inquinanti.

La presenza dell’amianto, riconosciuta anche dalla recente indagine sul caso Ottana
della commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, non è servita per inserire Ottana nell’elenco dei siti nazionali inquinati. Anche in questo caso, l’ex area industriale del centro Sardegna, continua a essere abbandonata a se stessa.

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