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La maschera dei Colonganos in Corsica

AUSTIS. Con il loro carico di ossa sulle spalle, la maschera di sughero e le loro movenze, sono senza dubbio uno dei camuffamenti di impatto nel panorama del carnevale tradizionale sardo. Con le loro...

AUSTIS. Con il loro carico di ossa sulle spalle, la maschera di sughero e le loro movenze, sono senza dubbio uno dei camuffamenti di impatto nel panorama del carnevale tradizionale sardo. Con le loro pesanti pelli di pecora, le pelli di volpe o martora a ricoprire il capo e la tipica caratza di sughero, adornata con rami di corbezzolo, i figuranti del carnevale austese lasciano sempre un ricordo vivo in chi li vede sfilare.

Sarà l’espressione truce de su Colonganu, il mistero dei Bardianos, con i loro cappotti di orbace, l’incedere rituale e i bastoni agitati, per i turisti che giungono ad Austis per sant’Antonio oppure per Cortes Apertas, il loro passaggio è un momento imperdibile. Il lavoro di recupero della maschera va avanti ormai da oltre trent’anni e ha ricevuto un impulso grazie al sodalizio culturale che l’ha valorizzata. Partendo dalle ricerche storiche, iniziate con l’etimo della maschera, proseguite con le fonti e i documenti, il gruppo presieduto da Borore Fadda, ogni anno lavora per aggiungere un tassello alla storia. I soci sono una cinquantina, ma attorno al sodalizio ruotano almeno un centinaio di persone. «Per noi è un motivo di orgoglio rappresentare il paese e le nostre tradizioni – dice Fadda – e cerchiamo di impegnarci per la promozione della maschera e della cultura del carnevale austese».

Anche quest’anno sono stati diversi gli episodi che li hanno visti protagonisti. Avevano chiuso con grandi apprezzamenti il 2017, celebrato con i consensi per la sfilata fatta a Cortes. Il 2018 si è aperto con sa essida per sant’Antonio, le sfilate per il carnevale austese e diversi inviti nelle sfilate dei centri vicini.

E di recente l’invito per andare in Corsica a sfilare il 26-29 prossimi. I Colonganos approderanno ad Ajaccio grazie all’adesione del progetto realizzato dall’associazione “Sardegna Corsica i popoli del Mare”.

«Per noi – aggiunge Bobore Fadda – è un’importante occasione di promozione della maschera e della cultura del nostro
paese e della Barbagia stessa. Ben vengano queste iniziative che raccontano il nostro percorso in paesi amici, in una ottica di scambio culturale che coinvolgerà anche tanti altri gruppi. Ringraziamo gli organizzatori per l'attenzione manifestata nei nostri confronti». (g.m.)

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