Da un anno e mezzo senza carrozzina: l'incredibile odissea di un’anziana

Gadoni, una disabile di 66 anni attende invano il mezzo. «Nonostante le proteste, l’Assl non mi ha dato risposte»  

GADONI. Il destino da vent’anni l'ha condannata su una sedia a rotelle. Da mesi invece la “burocrazia” la sta privando di quel minimo di autonomia conquistata con tanto sacrificio. È l’odissea di Silvana Deidda, una disabile 66enne residente a Gadoni, affetta da distrofia muscolare, che da oltre un anno sta aspettando un nuovo mezzo di locomozione che le permetta di uscire da casa. Una nuova carrozzina elettrica dunque indispensabile per muoversi, visto che la sua vecchia sedia a rotelle, ormai malconcia e obsoleta, è arrivata al capolinea dopo diciassette anni di onorato servizio.

Ma nonostante le numerose proteste e gli accorati appelli che la disabile ha rivolto nel corso dei mesi alla ditta che ha la fornitura degli ausili per conto dell'Assl nuorese, la Home care solution, ancora oggi, dunque a distanza di un anno, Silvana è costretta a ricorrere all’aiuto dei familiari per qualunque spostamento. Anche quelli più personali.

«Mi sento imprigionata dentro la mia stessa casa – spiega con rammarico Silvana – Per me la carrozzina rappresenta la libertà e l'autonomia e il fatto che venga privata di questo da oltre un anno lo trovo inaccettabile – ribadisce – È possibile che un disabile oltre ad essere segnato per tutta la vita dall'handicap che porta, debba essere ostacolato anche dalle istituzioni e non riesca dopo un anno a venir fuori da questa situazione vergognosa». Una complicata vicenda iniziata ad aprile dell'anno scorso quando Silvana, seguendo la prescrizione del medico fisiatra, ha richiesto dopo 17 anni una nuova carrozzina elettrica adatta alle sue esigenze e in grado di sostituire la vecchia sedia a rotelle ormai rotta e quasi inutilizzabile.

«Dopo mesi di attesa e solleciti ciò che ho ricevuto è stata una carrozzina elettrica troppo grande per la mia corporatura, ma anche per la mia casa, infatti non è possibile farla entrare in tante stanze della casa – racconta – Nell'immediato ho segnalato il problema alla ditta che si è giustificata dicendomi che il codice inserito dal mio medico corrispondeva a quel tipo di sedia a rotelle e che l'ausilio da me richiesto non era disponibile».

Ciononostante la disabile barbaricina non si è mai arresa e tra mille difficoltà e ostacoli da superare porta avanti l'azienda di famiglia con grinta e determinazione. «Sono sempre stata una persona molto indipendente e dinamica nonostante la disabilità che da vent’anni mi costringe su una sedia a rotelle – prosegue Silvana – ma nonostante la tenacia mi accompagni in ogni mia azione quando chi ti dovrebbe tutelare e agevolare ti abbandona viene voglia di gettare la spugna e rassegnarsi a una vita di aiuti e assistenza — sottolinea con un filo di voce—. Ma la grande convinzione che senza poter camminare sia possibile vivere la vita nel pieno delle potenzialità
scaccia via ogni brutto pensiero dalla mente e un istante dopo ricomincia la mia lotta a suon a telefonate e lettere per far valere i miei diritti e per fare valere anche quelli di tutti i disabili che ogni giorno sono costretti ad elemosinare ciò che gli spetta per diritto».

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