l’isola dei centenari 

Oniferi in festa per i 105 anni di tziu Brilla

ONIFERI. Festa grande a Oniferi per i 105 anni di tziu Juvanne Brilla. Giovanotto con il sorriso sempre pronto che con la sua età infittisce i numeri della longevità oniferese. A settembre infatti il...

ONIFERI. Festa grande a Oniferi per i 105 anni di tziu Juvanne Brilla. Giovanotto con il sorriso sempre pronto che con la sua età infittisce i numeri della longevità oniferese. A settembre infatti il piccolo paese barbaricino aveva festeggiato i 106 anni di Filomena Murgia, poi mancata a novembre, ma sono numerosi gli ultracentenari nel paese che hanno attirato l’attenzione di studiosi universitari e media stranieri. 900 abitanti e una media altissima di persone che raggiungono il secolo. Che sia per il dna o per lo stile di vita ancora non si sa. Quel che è certo è che Juvanne, come Filomena, hanno passato la loro vita a lavoro, si sono sacrificati per la famiglia, hanno seguito uno stile di vita seguendo i ritmi del vivere barbaricino. Juvanne quando compì 100 anni dichiarò di non sentire il peso degli anni. «Cent’anni, ma non li sento. Sto bene – disse –, la salute non mi manca».

Felicemente sposato da 74 anni con l’orunese Giuseppina Mele. Una gioventù all’insegna dei sacrifici: servo pastore da piccolo, ha conosciuto la fame, quella vera, che «con un pezzettino di pane passavi la giornata dietro al gregge, e ti doveva bastare». Tempi difficili, molto duri che parlano di una Sardegna apparentemente lontana, ma che conserva lucidi i testimoni di un secolo di guerre che hanno portato solamente miseria. «La mia famiglia era povera, eppure sono arrivato a cent’anni. E non mi lamento di nulla». Il lavoro prima di tutto: prima in campagna a fare il servo pastore, in seguito operaio specializzato nei cantieri per la costruzione delle strade, e dopo a Ottana, nelle due torri. Un uomo che ha vissuto in prima persona le trasformazioni profonde di un territorio: dall’economia fondata esclusivamente sulla pastorizia, ha poi visto nascere, svilupparsi e lentamente morire il grande sogno industriale. Dentro il quale ha lavorato e con il quale ha potuto portare avanti un bellissimo progetto di vita con la moglie che gli ha dato sette figli. Una grande famiglia insomma come la grande comunità oniferese che può contare su un patrimonio vivente testimone diretto della storia, del lavoro e dei cambiamenti sociali importanti. Cambiamenti affrontati con il sorriso sereno di un uomo che guarda con speranza al futuro della propria comunità. Immancabili gli auguri della amministrazione guidata da Stefania Piras che nel precedente mandato ha registrato il record di centenari iscritti all’anagrafe del
suo Comune. «Nei nostri paesi si sta bene, abbiamo una qualità di vita elevata, ce lo certificano loro, i nostri arzilli centenari. Dobbiamo solo trovare il modo di valorizzare al meglio questo tesoro che è rappresentato dal nostro ambiente, le nostre usanze e il nostro modo di vivere».

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