Sindaci contro la chiusura della comunità Approdo

Corsa contro il tempo per salvare la struttura nella vecchia cantoniera di Isalle Soddu. Un appello alla Regione

NUORO. I sindaci del Nuorese si schierano per chiedere la salvezza della comunità terapeutica Approdo, che opera nella vecchia cantoniera di Isalle. Ieri la presa di posizione durante un incontro nella sala consiliare del Comune capoluogo, al quale sono intervenuti i responsabili della cooperativa che gestisce l’attività terapeutica. Con loro il deputato di 5Stelle, Mara Lapia, e alcuni consiglieri comunali nuoresi. Servizio destinato a pazienti con malattie mentali di gravità elevata, per i quali vengono portati avanti a Isalle programmi specifici di recupero e reinserimento nelle famiglie e comunità di provenienza.

Dal municipio di Nuoro la richiesta all’Ats (l’Azienda per la tutela della salute) affinché ci sia un impegno formale a favore della comunità, con la ripresa dei ricoveri bloccati da settembre, sia per questioni inerenti alla riorganizzazione dell’Ats, sia per ragioni di tipo finanziario. Con l’annuncio che «in mancanza di un intervento concreto, gli amministratori civici andranno a bussare direttamente alla Regione», ha assicurato il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, a nome di tutti i primi cittadini del Plus (Piano locale per i servizi alla persona). L’intervento che necessita alla comunità è quello di essere rimessa al centro delle attività di cura delle persone affette da malattie mentali. Degli otto posti di cura sui quali la struttura è stata calibrata, con le professionalità richieste, oggi ne sono coperti solo tre.

Mancano i pazienti e con loro le rette finanziarie con cui far fronte alle spese. Problemi iniziati a settembre, con i mancati nuovi ricoveri, dopo che alcuni pazienti sono rientrati a casa, alla fine del percorso di recupero.

La presidente della cooperativa Manuela Piredda ha confermato ai sindaci l’impossibilità di tenere aperte le porte della casa «perché non abbiamo più le risorse economiche per farlo. I tre ragazzi che assistiamo certo non li abbandoneremo e con le famiglie si cercherà una soluzione temporanea». La questione si gioca nel confronto tra le necessità del servizio specialistico e l’importanza di tenere in attività la comunità Approdo. Struttura che nella provincia di Nuoro rappresenta il primo esempio di servizio H24 e con programmi riabilitativi personalizzati, anche attraverso alcune attività di laboratorio. La coordinatrice Giovanna Murgia: «Proprio questa mattina ho ricevuto la telefonata di una mamma che mi chiedeva di poter ricoverare il figlio da noi. Gli stessi Centri di salute mentale dell’Assl ci confermano la necessità del servizio. Oggi però vogliamo saperlo anche da voi se è importante che la comunità continui a esistere». La voce dei primi cittadini. Daniela Falconi (Fonni): «Come comune abbiamo chiesto l’apertura di un servizio anche nel distretto di Sorgono, e per tutta risposta ci ritroviamo davanti alla chiusura di Nuoro». Stessi concetti da Luciano Barone, sindaco di Mamoiada: «Qui non ci troviamo davanti a dei tagli, ma all’eliminazione di un servizio, la cui necessità è avvertita anche nel mio paese».

Il collega di Orotelli, Nannino Marteddu, ha addirittura parlato di una «chiusura che avrebbe effetti quasi tragici. Si rinnova e ripete la storia dei numeri e dei costi, che ogni qualvolta sono abbinati ai destini dei servizi
nella nostra provincia. Tanto che si va spopolando». Parole di denuncia e insieme richieste di risposte per la sopravvivenza della comunità di Isalle alle quali si uniscono le voci di sostegno degli amministratori di Sarule, Orani, Olzai, e degli altri centri del circondario di Nuoro.

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