«Ora sogno di fare turismo in Sardegna»

Da Sindia a Cascia, Francesco Demetrio Cossu racconta i segreti del successo degli itinerari religiosi

SINDIA. Dal marzo 2003 vive e lavora a Cascia, da sempre una delle mete più ambite del turismo religioso in Italia. Ma il legame con il suo paese, Sindia, continua ad essere più forte che mai. Francesco Demetrio Cossu, 42 anni, è il responsabile dell’ufficio booking della Magrelli ospitalità, storica impresa ricettiva che, nella cittadina di Santa Rita, può contare su tre diverse strutture, dotate di moderni impianti sportivi, per un totale di 200 camere e 500 posti letto. Ottanta, invece, i dipendenti.

La prima esperienza lavorativa oltre Tirreno di Francesco Demetrio Cossu risale all’estate del 1992 quando, studente al liceo scientifico di Bosa, è approdato a Cascia spinto da una zia materna, Franca Sanna, trapiantata da tempo nella vicina provincia di Rieti. Nella splendida cittadina umbra ha trovato altri due sindiesi, i fratelli Pina e Gian Paolo Deriu, che l’hanno aiutato a muovere i primi passi in un contesto ambientale e lavorativo del tutto nuovo. Soddisfatto dell’esperienza, ha continuato anche nelle estati successive lavorando al bar, in magazzino, alla reception. Conseguita la maturità, si è iscritto in Filosofia all’università di Cagliari fermandosi ad un passo dalla laurea. «La tesi è pronta da tempo – spiega – ma devo trovare il momento giusto per discuterla». Impresa non facile anche perché Cossu dal 2003 lavora stabilmente per il gruppo Magrelli, con responsabilità crescenti. «Il mio maestro è Damocle Magrelli con cui ho condiviso numerosi viaggi per la promo commercializzazione. Attualmente mi occupo di gestire e sovrintendere alle prenotazioni; curo i rapporti con i clienti, tour operator e privati; partecipo alle fiere del turismo per far conoscere e promuovere il territorio umbro e per vendere il prodotto alberghiero ed i servizi ad esso collegati. È un lavoro stimolante ed appagante, in cui sono fondamentali il rapporto con i clienti, la formazione, l’esperienza maturata sul campo. Continuo a frequentare corsi di aggiornamento, non trascurando di perfezionare la lingua inglese recandomi spesso a Malta. A Cascia mi trovo benissimo, ho acquistato un appartamento e anche il tremendo terremoto dell’ottobre 2016 è un ricordo sempre più rarefatto. Per fortuna, dopo le difficoltà dei primi mesi, abbiamo ripreso a lavorare a pieno regime». Le radici sarde costituiscono, però, un richiamo continuo e lo spingono a ritornare a Sindia almeno tre, quattro volte l’anno. In particolare in occasione delle feste dei Santi Giorgio, Raffaele, Isidoro, in calendario tre settimane dopo la Pasqua. «Molti dei miei familiari partecipano alle ardie in onore dei tre Santi. Nei primi anni '90 ho contribuito alla ricostituzione del comitato organizzatore, divenendone segretario e, per qualche anno, presidente. È una festa cui, ancora oggi, sono particolarmente legato. Progetti futuri? Mi piacerebbe riuscire
a portare in Sardegna l’esperienza acquisita nel settore ricettivo. È un’idea che accarezzo da tempo e che vorrei realizzare in un futuro non troppo lontano». E la determinazione con cui lo afferma fa ipotizzare che la sua possa essere molto più di una semplice speranza.



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