Espropri illegittimi, lo Stato chiede il conto
di Luciano Piras
Il sindaco Soddu: «Una beffa, siamo alla bancarotta ma continuano ad arrivare shock avversi»
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NUORO. «Una vera e propria beffa, un attacco dello Stato nei confronti del Comune, e guarda caso proprio contro quel Comune che ha presentato allo Stato delle cartelle esattoriali per debiti. Debiti che lo Stato ha nei nostri confronti per le spese di funzionamento del tribunale di Nuoro (parliamo di 3,8 milioni di euro) e per avere tagliato il fondo di solidarietà comunale per 1,8 milioni di euro». Il sindaco Andrea Soddu ci va giù pesante. Davanti a un debito pubblico locale di ben 67 milioni di euro che sta portando il Comune di Nuoro dritto dritto verso la bancarotta, infatti, al municipio di via Dante continuano ad arrivare shock avversi, ovvero sentenze per espropri illegittimi da riconoscere come debiti fuori bilancio. «Non ultima, il 29 marzo scorso – continua il sindaco –, ci è stata notificata una cartella esattoriale dello Stato per 2 milioni e 300 mila euro». «Questa è la risposta che ci ha dato lo Stato» alza la voce.
È una storia paradossale: «Lo Stato agisce in rivalsa per avere anticipato i soldi conseguenti a una sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione di una normativa europea sugli espropri. In pratica l’Italia è stata condannata a pagare 2 milioni e 300 mila euro ai ricorrenti per aver violato la normativa contenuta nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo sulla proprietà; e siccome la normativa l’avrebbe violata il Comune di Nuoro, lo Stato si rifà sul Comune di Nuoro. Comune che però, a sua volta, non ha fatto altro che adeguarsi a una sentenza di condanna dei giudici italiani che nel 2011 dissero al Comune di Nuoro di pagare una determinata cifra ai ricorrenti». Una sorta di effetto domino che risale al 22 dicembre 2009, quando una sentenza della Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo condannò lo Stato italiano a pagare la somma di oltre 2 milioni di euro a favore di tre ricorrenti, Gianfrancesco, Stefano e Antonella Guiso, originari di Nuoro ma da tempo residenti a Roma e Milano. La Corte di Strasburgo aveva condannato l’Italia per aver occupato illegittimamente aree di proprietà dei tre ricorrenti. L’Italia ha poi pagato il conto già nel 2010. Soltanto ora, tuttavia, ossia: otto anni dopo, lo Stato centrale si rivale sul Comune di Nuoro, colpevole ab origine. «Noi stiamo facendo di tutto e anche di più – riprende fiato Soddu –, stiamo avviando una rinegoziazione importante dei mutui con la Cassa depositi e prestiti per conseguire ulteriori risparmi, ma non basta, siamo a rischio sopravvivenza. E non per colpa nostra, stiamo pagando debiti contratti quando noi eravamo bambini, debiti che risalgono a oltre 30 anni fa».
È una storia paradossale: «Lo Stato agisce in rivalsa per avere anticipato i soldi conseguenti a una sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione di una normativa europea sugli espropri. In pratica l’Italia è stata condannata a pagare 2 milioni e 300 mila euro ai ricorrenti per aver violato la normativa contenuta nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo sulla proprietà; e siccome la normativa l’avrebbe violata il Comune di Nuoro, lo Stato si rifà sul Comune di Nuoro. Comune che però, a sua volta, non ha fatto altro che adeguarsi a una sentenza di condanna dei giudici italiani che nel 2011 dissero al Comune di Nuoro di pagare una determinata cifra ai ricorrenti». Una sorta di effetto domino che risale al 22 dicembre 2009, quando una sentenza della Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo condannò lo Stato italiano a pagare la somma di oltre 2 milioni di euro a favore di tre ricorrenti, Gianfrancesco, Stefano e Antonella Guiso, originari di Nuoro ma da tempo residenti a Roma e Milano. La Corte di Strasburgo aveva condannato l’Italia per aver occupato illegittimamente aree di proprietà dei tre ricorrenti. L’Italia ha poi pagato il conto già nel 2010. Soltanto ora, tuttavia, ossia: otto anni dopo, lo Stato centrale si rivale sul Comune di Nuoro, colpevole ab origine. «Noi stiamo facendo di tutto e anche di più – riprende fiato Soddu –, stiamo avviando una rinegoziazione importante dei mutui con la Cassa depositi e prestiti per conseguire ulteriori risparmi, ma non basta, siamo a rischio sopravvivenza. E non per colpa nostra, stiamo pagando debiti contratti quando noi eravamo bambini, debiti che risalgono a oltre 30 anni fa».
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