Donazioni e solidarietà: l’Avis premia gli studenti

Sarule, il successo dell’iniziativa promossa dalla sezione locale dell’associazione Il presidente Deiana: «I ragazzi hanno raccontato cosa significa l’altruismo»

SARULE. Ventidue anni di attività nel campo della donazione del sangue ripercorsi nella ricerca delle scuole medie. Succede a Sarule, per iniziativa della sezione Avis, l’associazione italiana dei volontari del sangue. Dieci giorni fa la presentazione dei lavori dei ragazzi, durante un incontro al quale hanno preso parte il presidente provinciale dell’associazione, Mario Trazzi, i responsabili e i soci della sezione locale, presieduta da Tonino Deiana. Il professore Giuseppe Carta è intervenuto in qualità di dirigente dell’Istituto comprensivo di Orani, di cui fa parte la media sarulese. Presente anche la sindaca, Mariangela Barca.

Sulla giornata e l’iniziativa le parole del presidente Deiana: «L’incontro ha rappresentato la sintesi dei progetti portati avanti dal nostro sodalizio con i ragazzi della scuola media. Si è parlato della vita dell’associazione. Si tratta di un’attività di sensibilizzazione destinata a proseguire - ha aggiunto il presidente di sezione - perché lavorare con i ragazzi è il modo migliore per fare crescere l’associazione e la consapevolezza del valore sociale della donazione. Tutto questo sempre tenendo conto che il sangue raccolto in Sardegna non copre il fabbisogno della popolazione, nonostante la nostra sia una regione di donatori». L’interlocutore diretto dei ragazzi delle tre classi di scuola media è stato il settore scuola, coordinato da Maria Pintus, insegnante in pensione.

L’Avis è andata in classe per farsi conoscere e soprattutto spiegare qual è stata l’idea meravigliosa che nel 1927, a Milano, ha convinto l’ematologo Vittorio Formentano a dare vita a questo gruppo di mutuo soccorso, per la raccolta del sangue, in forza del quale la salute di una persona diventa il pensiero e l’obbligo morale di tanti. I ragazzi hanno tradotto i confronti in classe e la ricerca sul web in una relazione che parte dal 1996, quando nasce la sezione di Sarule, alla cui presidenza saranno designati prima Franco Ladu e successivamente Antonio Succu. Note e numeri su un impegno cresciuto con l’aumento dei soci-donatori, scandito dalle tappe nel comune dell’autoemoteca del San Francesco di Nuoro. Ma anche il ricordo dei momenti di socialità (con le assemblee, le gite, le passeggiate ecologiche), dove l’attenzione verso l’Avis si è allargata. Tanto da essere promotori della nascita della sezione a Orani e promuove con propri uomini e mezzi la raccolta delle sacche anche a Olzai, dove due volte l’anno arriva la macchina dell’Ats, l’azienda per la tutela della salute. Sui lavori qualche elemento da parte di Pintus: «Il valore è innanzitutto dato dalla sensibilità verso il tema e l’impegno presenti negli elaborati, che oltre al saggio sulla storia dell’Avis, ricomprendono poesie e filastrocche. Avevamo chiesto anche l’originalità di esposizione. L’hanno messa in pratica con l’invenzione di storie, poi illustrate con gli strumenti informatici, e che sono anch’esse testimonianze di cosa fa l’Avis e dell’altruismo di centinaia di migliaia di volontari». L’esperienza sarà rinnovata negli anni a venire, anche grazie alla collaborazione dei docenti. Così come è iniziato il rapporto con i diciottenni, che frequentano le superiori. Alcuni sono già donatori. Tanto da meritare una borsa di studio della sezione
locale nel momento in cui conseguono il diploma. I primi beneficiari, nel 2017, Fabrizio Succu e Giovanni Ledda. Tra gli ultimi iscritti di una sezione con 80 soci, che nel 2017 hanno assicurato alle scorte degli ospedali sardi 164 sacche di sangue, 40 delle quali raccolte a Olzai.

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