Tossilo, la rabbia degli ambientalisti: due pesi due misure

«Al contrario del Tar Sardegna, il tribunale del Lazio  ha accolto un ricorso identico contro un inceneritore»

MACOMER . Se da un lato la sentenza del Tar Sardegna ha rigettato il ricorso contro il Piano regionale di gestione dei rifiuti presentato da Gavoi, Sarule, Olzai e Arzana, dal comitato Non Bruciamoci il futuro di Macomer e dall’associazione Zero Waste Sardegna, quello del Lazio ha invece accolto il ricorso dei comitati contro gli inceneritori. Non solo: ha chiesto il rinvio alla Corte di giustizia europea per una valutazione sul sistema nazionale di gestione dei rifiuti che ha rideterminato la capacità degli impianti di incenerimento previsti nel decreto “Sblocca Italia”. Il sistema è stato definito dai ricorrenti non conforme alla normativa comunitaria.

Esiste chiaramente una similitudine sui ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste nei due tribunali amministrativi anche se con sentenze decisamente differenti. I due ricorsi contro i Piani di gestione dei rifiuti, fondamentalmente, sono contro gli inceneritori che, invece, vengono considerati in Italia “Impianti strategici di preminente interesse nazionale”. «Il nostro ricorso contro il nuovo Piano regionale dei Rifiuti – affermano i rappresentanti del comitato Non Bruciamoci il Futuro e l’associazione Zero Waste Sardegna – viene inspiegabilmente, rigettato integralmente. Ma la cosa più curiosa è che le spese vengono compensate, come a dire che i promotori dei ricorsi soccombenti qualche ragione pur la dovevano avere. Nella sostanza viene assolto dal Tar un iter che continuiamo a ritenere disinvolto, irragionevole, contraddittorio e vessatorio per comuni e cittadini. Un’assoluzione che leggiamo nell’ottica del generale pressapochismo che ha caratterizzato tutta la vicenda». I ricorsi – secondo gli attivisti – non riguardavano la scelta di potenziare e realizzare un nuovo inceneritore a Tossilo, ma l’aggiornamento del Piano regionale nella sua interezza. «Questo perché nostro avviso, è stato costruito e approvato in assenza dei presupposti di legge, con carenze istruttorie peraltro segnalate tempestivamente anche dalla Provincia di Nuoro». Nello specifico i ricorsi si incentravano sul mancato avvio della procedura di Vas, sul mancato coinvolgimento dei Comuni e sulla mancata convocazione degli enti parco come soggetti competenti in materia ambientale da convocare obbligatoriamente. «Ciò che stupisce maggiormente – conclude la nota
di NBF e Zero Waste – è il cortocircuito determinatosi all’interno del Tar Sardegna dove sulla stessa contestazione, la legittimità o meno del potenziamento del polo di incenerimento di Tossilo, emergono due verità contrapposte e determinanti per l’esito delle due sentenze».



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