“Onanie” riscopre la sua storia

Folla alla presentazione del libro voluto dal Comune e scritto da Piras e Sanna

ONANÌ. Il titolo del libro “Onanie. Storia, archeologia e arte di una comunità”, scritto da Bachisio Piras e Mario Antioco Sanna per conto dell’amministrazione comunale, è più di una promessa, un identikit del piccolo borgo autentico dell’Alto nuorese. «Si parla di “comunità”, un termine che a differenza della parola “paese” esprime più il senso dell’appartenenza» ha sostenuto il giornalista della Nuova Sardegna Luciano Piras, all’atto della presentazione (in sardo) della monografia, nella Die de sa Sardigna di fronte a un pubblico delle grandi occasioni, fra cui il vescovo di Nuoro monsignor Mosè Marcia e il parroco di Lula-Onanì don Totoni Cosseddu.

Il sindaco Clara Michelangeli, nel salutare i convenuti, fra cui amministratori di altri centri, ha fatto presente che Mario Sanna ha scritto anche una monografia su Sennariolo, dove Antonio Sanguinetti di Onanì è assessore. «L’obiettivo – ha precisato il sindaco – è far conoscere ai compaesani, e non solo, chi siamo, avere consapevolezza maggiore. Dove c’è crescita, c’è speranza e futuro». Luciano Piras: «Non tutte le amministrazioni sono così lungimiranti».

Quindi la parola ai due autori del libro, Bachisio Piras (archeologica, chiese, arte, murales, affreschi, sculture) e Mario Antioco Sanna (indagine storica e ricerca archivistica e del territorio), agli artisti Diego Asproni e Carina Pinna che hanno realizzato i murales, al fotografo Giovanni Carru. I due autori hanno parlato delle difficoltà durante i due anni di intensa ricerca e lavoro sul campo. L’archeologo Bachisio Piras ha precisato che aveva in mente l’idea di mettere nero su bianco da quando lasciato Onanì per l’università e maturata al rientro, accompagnando i turisti. «Il materiale, veramente poco» ha rimarcato. Si è mosso con il suo intuito, incontrando pastori, gli artisti, e spulciando tra i documenti curiali. Così si è dato corpo all’idea,«un imput per valorizzare il paese». Mario Antioco Sanna, fra aneddoti, citazioni e documenti ha ripercorso la storia de Onanie, «protagonista della storia mediovale». Materiale inedito, da stuzzicare la curiosità dei lettori. Diego Asproni e Carina Pinna hanno parlato dell’esperienza vissuta a Onanì da muralisti, del come in paese si è fatto una cosa diversa, passando dal murale-funzione sociale a quella di arredo urbano. A volte con difficoltà occorre «unu contu de poter contare» ha precisato Asproni. Poi tecniche sperimentate e portate fuori. Pinna ha operato con i giovani dell’Accademia di Brera, fra i quali Giorgio Bundone: «Una esperienza bella, ognuno di noi ha cercato di tradurre
la visione del paese». Giovanni Carru ha disquisito sulla possibilità di coniugare il linguaggio poetico, dell’arte, dell’importanza di valorizzare la piccola storia, «un approccio scientifico per capire da dove siamo arrivati, chi siamo». Un lavoro encomiabile, da leggere e gustare.

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