Depuratore di Cardedu la beffa dei doppi costi

Il funzionamento dell’impianto viene pagato sia dal Comune che dai cittadini Il sindaco Piras: «Abbanoa rinunci ad esigere quella voce dai contribuenti»

CARDEDU. Un unico servizio, pagato profumatamente dai cittadini. Succede a Cardedu dove i contribuenti/utenti pagano due volte il costo del funzionamento del depuratore. La prima, indirettamente con i quattrini delle casse comunali, la seconda con il pagamento da parte degli utenti del centro ogliastrino della bolletta di Abbaona.

L’anomalia (che ha il sapore della beffa) riguarda i costi per il funzionamento delle quattro stazioni di sollevamento che indirizzano i reflui dell’abitato verso il depuratore. Azionare le pompe che dalle zone a mare portano i liquami all’impianto, costa alle casse comunali dell’ente locale guidato da Matteo Piras circa 60mila euro all’anno.

Denari presi dai fondi comunali e che potrebbero essere utilizzati per altre cose. Tutto nella norma se non fosse, appunto, che poi questi costi compaiono regolarmente anche nelle voci delle fatture che il gestore unico spedisce agli utenti periodicamente. L’amministrazione comunale sta cercando di trovare una soluzione per evitare il doppio esborso. Un primo passo è rappresentato dalla firma della convezione che consentirà di trasferire una delle tre stazioni in capo al gestore unico. Tra vedere e non vedere, il sindaco chiede ad Abbaona di cancellare quella voce della bolletta. «Ritengo – dice il primo cittadino – che gli abitanti di Cardedu non debbano sborsare neanche un centesimo per questo servizio, visto e considerato che questo viene già pagato dall’ente».

Si attende ora l’accordo che sancirà il passaggio di uno degli impianti di pompaggio all’ente gestore e che dovrebbe ridurre i costi. In ogni caso il sindaco Piras è pronto a far valere i diritti dei suoi concittadini. E se necessario lo farà ad oltranza. «Si tratta di una questione di civiltà: non si può far pagare due volte per un unico servizio» sottolinea ancora l’amministratore comunale che non esclude il ricorso ad altri metodi per veder riconosciuta questa anomalia. Non è la prima volta che Abbanoa
finisce nell’occhio del cicloe sia per la gestione del sistema idrico integrato sia per alcune decisione discutibili (e già discusse in tribunale) sulle modalità di pagamento dei conguagli retroattivi. E ora c’è in ballo questa vicenda dei doppi costi del depuratore di Cardedu.



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