Sagra del vino di Atzara il paese promuove la qualità

Fine settimana all’insegna dell’enogastronomia e delle bellezze naturalistiche Il sindaco: «Un biglietto da visita che merita di diventare un pacchetto turistico»

ATZARA. Fine settimana dedicato all’enologia ad Atzara dove si terrà la 32’ sagra del vino. Promuovere la qualità del Mandrolisai e di Atzara, le loro eccellenze enologiche e gastronomiche, ma anche incentivare i visitatori a conoscere i territori di questa incantevole Barbagia. Questi gli obiettivi della manifestazione che si terrà nelle giornate del 12 e 13 maggio.

Un programma che bada a tutti gli aspetti della vitivinicoltura: dalla degustazione di vini, ai laboratori Slow Food, alle attività enologiche con la Fondazione italiana sommelier Sardegna. Un percorso fatto di cantine, più o meno moderne, di superfici vitate e coltivate con metodi razionali, ma sempre con la vecchia maniera a dare la bussola. Nel centro storico le tante botteghe offriranno il meglio dei rossi, rosati e bianchi aromatici. Non mancheranno le visite guidate nelle cantine del territorio, nonché nei punti di interesse culturale, come i laboratori, le sartorie, il polo museale e gli angoli più caratteristici del paese.

L’evento è organizzato dalla Pro loco di Atzara e patrocinato dall’amministrazione comunale. In cartellone un interessante convegno su “I giovani e il vino”, programmato per sabato, in cui interverranno Emanuela Melis, produttrice del vino Eminas di Mamoiada, Luca Gungui, anch’egli di Mamoiada, dell’associazione di produttori Mamoja e Marco Demuru, responsabile della cantina Demuru di Meana Sardo. Giovani che hanno investito nel vino e che racconteranno la loro esperienza vincente. Il leitmotiv dell’evento rimane il miglioramento e la capillarizzazione del capitale vinicolo del territorio.

«L’evento – dichiara la presidente della Pro loco di Atzara, Antonio Manca – nasce per promuovere i vini con denominazione Mandrolisai Doc, ottenuti dall’uvaggio di Bovale, Cannonau, Monica e apprezzati dagli intenditori di tutto il mondo».

Un successo dimostrato dai recentissimi premi al Vinitaly e nei concorsi di mezzo mondo dove i rossi del Mandrolisai strappano consensi. Vino che diventa volano per l’economia sia per il paese di Antonio Corriga che per tutto il comprensorio: oltre Atzara infatti, Sorgono, Ortueri, Meana Sardo e anche Samugheo rappresentano un importante sistema socio culturale che ha nel vino un motore trainante anche per gli altri prodotti. «Con la sagra – continua Manca – il vino diventa promotore dei territori di Atzara e della regione storica nella quale il paese s’inserisce». Queste le aspirazioni di un evento che promuoverà l’intera regione del Mandrolisai: i loro prodotti, il loro patrimonio di saperi e i loro paesaggi. Un evento che coniugherà bellezza paesaggistica e cultura enologica. Un’idea cara al sindaco Alessandro Corona che continua a chiedere «unità del territorio negli intenti promozionali. Serve un evento fieristico di alto livello – dice – anche itinerante, che funga da “borsa” della qualità territoriale. Il vino ormai è una certezza. Ora serve valorizzare anche il prodotto “paesaggio” che ci può assicurare un salto di qualità sotto il profilo dell’accoglienza turistica. Agroalimentare, montagna, folklore, arte manifatturiera, poesia e cultura. Un biglietto da visita
che hanno in pochi e che merita di diventare un pacchetto turistico appetibile sul mercato internazionale, ma anche in quello sardo». Domenica, anche la processione di sant’Isidoro, momento culturale con la presentazione del libro la Madre del Pane, di Antonio Farris e Manuela Sanna.

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