Galtellì, a processo per aver palpato una compaesana

Un piccolo imprenditore nei guai per violenza sessuale Per la difesa si è vendicata per non restituirgli un debito

GALTELLÌ. «Quel giorno eravamo in servizio e ci ha chiamato la centrale operativa, era stata allertata da una donna che chiedeva aiuto. Quando siamo arrivati nella casa indicata, a Galtellì, la donna era nel cortile e ci ha fatto il nome di Nicolò Secchi e lo ha descritto. Siamo andati a cercarlo e lo abbiamo trovato a casa sua, con il volto tumefatto». Con la deposizione di uno dei carabinieri che era intervenuto all’epoca dei fatti contestati, nel giugno dello scorso anno, è entrato nel vivo in tribunale il processo che vede un imprenditore di Galtellì, Nicolò Secchi, difeso dall’avvocato Mario Lai, a processo con l’accusa di aver abusato – toccandole il seno – di una compaesana nel contesto di un litigio acceso nato per un debito non saldato.

L’antefatto risale al periodo post-alluvione. L’ondata di eccezionale pioggia e maltempo che nel 2013 aveva travolto il Nuorese aveva provocato grossi danni anche in un terreno di Galtellì. Il proprietario di quest’area si era rivolto a Nicolò Secchi per farsi rimettere in sesto le recinzioni, i paletti di confine e vari altri punti. Secchi aveva eseguito i lavori ma i problemi, a quanto pare, sarebbero nati di lì a poco. Il proprietario del terreno a un certo punto era stato arrestato per espiare una pena e il suo conto era stato bloccato: certo è che i 12mila euro per i lavori eseguiti Secchi non li avrebbe visti. Un giorno, tuttavia, la situazione pareva essersi sbloccata, perché la compagna del titolare del terreno aveva contattato Secchi chiedendogli di recarsi a casa sua per concludere la partita del debito. Secchi si era recato a casa della donna ma lì, nel cortile che dava su una strada del centro di Galtellì, la situazione era degenerata quando l’imprenditore aveva scoperto che in realtà la donna non aveva i soldi per pagarlo.

E
a questo punto, le versioni dei due divergono: lei racconta che Secchi le si sarebbe avventato e le avrebbe messo la mano sul seno. Secchi racconta invece che era stata lei ad avventarglisi contro e che lui, per difendersi, l’avrebbe inavvertitamente toccata nel petto. (v.g.)

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