Il cimitero di Sa ’e Manca verso l’ampliamento

Non si farà la nuova struttura a Testimonzos: sarà acquisito un terreno adiacente. No alla cremazione

NUORO. Nuovi spazi per le sepolture e parcheggi per le auto nel cimitero di “Sa ‘e Manca”. L’ampliamento è previsto sul lato sud, nel passato sede di un’attività per il commercio di laterizi. L’iniziativa è a buon punto e presto sarà perfezionato l’acquisto del terreno. Tra i vantaggi c’è la possibilità di accantonare il progetto di realizzare il nuovo cimitero a “Testimonzos”, come tra l’altro previsto dal nuovo piano urbanistico. La conferma della scelta dall’assessore dei Lavori pubblici, Antonio Belloi: «L’intervento consentirà di risolvere in maniera definitiva i problemi legati alla penuria di spazi per le sepolture che si sono verificati negli anni scorsi. Perché crescerà il numero dei loculi, ma anche la possibilità di tumulare le salme nei campi a terra. Negli anni passati si è arrivati a situazioni incresciose, con la necessità di tenere nella cella frigo anche 4, 5 feretri, in attesa che si liberasse qualche spazio». Diritto assicurato già da oggi, con costi (800 euro a loculo) rimasti immutati, dopo l’abbandono della decisione di qualche anno addietro di raddoppiarne l’entità.

Nel 2015 l’emergenza ha portato l’amministrazione a fare un’ordinanza nella quale venivano confiscati 300 loculi, acquistati dai nuoresi ma non ancora utilizzati. Restituiti anche i soldi, nel momento in cui si è avuta la cessione per soddisfare le richieste, commisurate alla media della mortalità, stimata a Nuoro in oltre un defunto al giorno.

Ancora Belloi: «In quella situazione non si poteva agire in maniera differente. Nello stesso tempo abbiamo realizzato altri 160 nuovi loculi, ai quali se ne aggiungeranno a breve un’altra trentina, separati dai primi. In più sorgeranno due campi a terra, con il recupero di altre aree interne. Saranno campi all’americana, con spazi e lapidi uguali per tutti».

L’altra rivoluzione riguarda il sistema di seppellimento. Non sarà affidato alla cremazione, «abbandonata
in partenza perché l’impianto costava 2 milioni di euro, e le richieste sono ridotte», spiega Belloi. Ma piuttosto all’utilizzo di loculi areati, che abbreviano da 40 a 10 anni il tempo di decomposizione della salma, dopodiché le spoglie verranno portate all’ossario. (f.p.)

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