Piano di rilancio, di sicuro c’è solo il ritardo dei fondi

Ieri la firma di altri 5 progetti per un ammontare di 20 milioni su un totale di 55 La Regione ammette la lentezza della procedura: ora serve l’impegno di tutti

NUORO. Piano di rilancio del Nuorese alle ultime battute, almeno sulla carta. Ieri la cosiddetta cabina di regia del mega-stanziamento che vede insieme Regione, Provincia, Comuni e associazioni di categoria ha definito gli ultimi cinque progetti, dando il via libera ad altri 20 milioni di fondi nell’ambito di un pacchetto che complessivamente ammonta a 55 milioni e ha visto approvati 22 progetti in totale. Tutto a posto? Neppure un po’, perché dell’intera somma i soggetti destinatari sinora hanno visto – a quattro anni dall’avvio del piano di rilancio – appena una decina di milioni per l’edilizia scolastica, come ha ammesso lo stesso assessore regionale agli Affari generali Filippo Spanu, che segue il piano sin dalla sua nascita. «Il ritardo nell’erogazione è nei fatti», ha detto Spanu in risposta all’appello dello scorsa settimana del commissario straordinario della Provincia Costantino Tidu e del sindaco di Nuoro Andrea Soddu. «Questo non vuol dire che i soldi impegnati per il Nuorese siano stati destinati altrove: sono somme vincolate per questo specifico utilizzo, riservate al piano con accordi di programma, e dunque non utilizzabili per altri fini che non siano il rilancio del territorio nuorese». Cos’è accaduto allora? «Alle decisioni politiche segue un iter burocratico complesso, trattandosi di fondi pubblici, e dunque di procedure dove tutto deve essere assolutamente in regola, sia da parte della Regione sia da parte degli altri soggetti: Provincia, Comuni e il tavolo del partenariato». A questo proposito Spanu ha citato il caso di Orosei, dove i fondi da tempo destinati al comparto delle cave sono stati bloccati in seguito a una serie di incongruenze (non meglio specificate di fronte ai cronisti) che hanno reso necessaria un’ulteriore verifica.

Sistema museale. I progetti approvati sono cinque, e ben quattro fanno parte del tavolo di proposte Ambiente e Cultura. Il primo è il Sistema museale territoriale proposto dal Comune di Nuoro con la Provincia nel ruolo di ente attuatore. Prevede un investimento di 7 milioni e 993 mila euro. L’obiettivo è creare le condizioni per mettere in rete gli itinerari già esistenti, dalle aree archeologiche ai musei, sia dei paesi sia di Nuoro.

Restart. È l’azione a favore della ricerca e della didattica all’interno del Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale. Completa il finanziamento a favore dell’intervento per l’Area Vasta di Nuoro con una dotazione residua di 5 milioni e 729 mila euro.

Geoartnet. Il progetto, proposto dalla Fondazione Nivola con il Comune di Orani in qualità di soggetto attuatore, mira a creare con un finanziamento di 2 milioni e 500 mila euro un punto di riferimento nell’area del Museo Nivola per coordinare l’offerta turistica. Il nuovo centro costituisce un’integrazione al complesso edilizio esistente del museo.

Distretto culturale. Viene proposto dalla Camera di Commercio di Nuoro che da anni ha dato vita all’omonima associazione culturale e coinvolge Nuoro e numerosi Comuni del territorio: Bitti, Dorgali, Mamoiada , Oliena, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Orune, Osidda , Sarule. Lo stanziamento per realizzare il progetto ammonta a un milione e 669 mila euro.

Gustanuoro.
È stato presentato dal Comune di Posada per l’Unione dei Comuni del Montalbo, per valorizzare sul piano turistico il patrimonio enogastronomico del territorio dando vita a un sistema che vede coinvolti più soggetti. Il finanziamento ammonta a due milioni.



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