Attese infinite in ospedale, la protesta dei pazienti

La denuncia: «Rispediti a casa dopo che avevamo prenotato una visita da mesi». L’Assl smentisce: in neurochirurgia effettuate tutte le prestazioni in programma

NUORO. Avevano prenotato la prestazione attraverso il Centro Unico, il Cup, con liste di attesa lunghe anche un anno. Così, quando di punto in bianco lunedì pomeriggio dal reparto di Neurochirurgia dell'ospedale San Francesco si sono sentiti dire che la loro visita sarebbe saltata nuovamente per carenza di personale medico, non ci hanno visto più e si sono presentati in massa negli uffici della direzione sanitaria del presidio nuorese per denunciare il grave disservizio. È l'odissea denunciata da una decina di pazienti provenienti da tutta la provincia per sottoporsi a visite specialistiche urgenti, ma che a causa di una insufficiente presenza di personale medico sarebbero dovuti ritornare a casa in attesa di essere contattati per un nuovo appuntamento.

«Siamo stati trattati per l'ennesima volta come bestie – raccontano Giovanni Dettori e Franco Pusceddu, due dei numerosi pazienti rimandati a casa –. Eravamo prenotati da mesi per queste importati visite, avevamo già pagato il ticket e per molti di noi questo era il secondo o terzo tentativo nel reparto di Neurochirurgia, perché puntualmente a causa di emergenze o del sovraffollamento non riuscivamo a farci visitare. Non è ammissibile che un ospedale come il San Francesco, che accoglie migliaia di persone da tutto il territorio, possa avere un solo medico che si occupi di tutto un reparto: dalle emergenze del Pronto Soccorso, alle visite, fino ai problemi dei ricoverati – spiegano –. Ad aggravare ancora di più la situazione è stato il fatto che ad attendere ore e ore con noi c'erano anche persone anziane arrivate da Austis, da Ovodda, da Tiana, e spedite al San Francesco dall'ospedale di Sorgono perché anche lì c'è una grave carenza di personale».

Tra lunghe code di pazienti in attesa e medici sull'orlo di una crisi di nervi prosegue l'emergenza nel presidio nuorese dove la situazione già al limite da tempo, oggi sembra essersi trasformata in una vera emergenza. «Purtroppo la soluzione sembra essere la visita in privato – aggiungono Franco Pusceddu e Giovanni Dettori –. Una sanità che dovrebbe essere al servizio del cittadino ma nei fatti privilegia chi può permettersi di pagare per essere curato subito». Dopo la protesta Giovanni Dettori sarebbe stato comunque visitato.

Accuse respinte con forza dalla direzione sanitaria di via Demurtas, con una nota diffusa in serata. «In merito alla segnalazione pervenuta da alcuni pazienti, in data 21 maggio 2018, che dichiarano di non essere stati visitati dal dirigente medico di turno, la Direzione dell’Ats Sardegna Assl di Nuoro intende precisare che il neurochirurgo in tale data ha visitato tutti i pazienti programmati, nonché i pazienti urgenti provenienti dal Pronto Soccorso – è la versione della direzione sanitaria nuorese – . A nessun paziente risulta essere stata negata la prestazione sanitaria, tant’è che il neurochirurgo venuto a conoscenza di un accenno di protesta da parte di alcuni utenti spazientiti, nel
quale peraltro è stata coinvolta, suo malgrado, un’operatrice socio sanitaria, si è premurato di rassicurare di persona i pazienti in attesa sul fatto che li avrebbe visitati tutti. Uno dei due pazienti infatti è stato regolarmente visitato, l’altro ha scelto liberamente di andare via».

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