L’aquila del Bonelli ritrova la sua casa nel Parco Tepilora

Presentato a Bitti il progetto per la reintroduzione Il presidente Tola: «Darà ancora più lustro al territorio»

BITTI. Con il lancio entro l’anno dei primi esemplari di aquila del Bonelli, entra nel vivo il progetto per la reintroduzione de S’abilastru nei monti del parco Tepilora. Gli operai di Forestas stanno completando i lavori della voliera dove saranno ospitati i primi aquilotti provenienti dalla Spagna e nei prossimi anni si conta di arrivare a far nidificare e rendere quindi stanziali almeno tre coppie considerato che la mortalità in natura raggiunge circa il 50%. A Bitti nella sede del parco davanti a un pubblico numeroso e attento, si è tenuta la presentazione del progetto che ha visto sul tavolo dei relatori il presidente del parco Roberto Tola, Gavino Palmas, responsabile di Forestas, il direttore del Corpo forestale Michele Chessa e gli esperti di Ispra. Presenti anche i sindaci di Bitti, Lodè e Torpé, Giuseppe Ciccolini, Graziano Spanu e Omar Cabras degli altri comuni del parco. Dopo un filmato sulla fauna presente nel parco, dalle colonie di uccelli del delta del Posada ai cervi e mufloni del Montalbo e foreste demaniali, il fotografo naturalista Domenico Ruiu ha parlato dei suoi incontri con l’aquila fasciata nei primi anni Ottanta e della sua abitudine di cacciare in volo. Ruiu ha specificato che il rapace non arreca alcun danno ai pastori posto che si ciba di prede pesanti al massimo un chilo e mezzo, e ha sollecitato l’intervento risarcitorio per agricoltori e allevatori nel caso di razzie di volpi e cani randagi. Un fenomeno questo che porta all’uso di esche avvelenate e causa gravi danni all’ecosistema. Pericoli per la reintroduzione delle specie sono giunti anche dal comitato che a Bitti si batte contro la costruzione di un impianto eolico. «È successo che in Spagna, le pala abbiano causato la morte di numerosi avvoltoi» ha spiegato Juan Jose Iglesias, esperto del centro Grefa di Madrid. «Siamo orgogliosi
di ospitare un progetto così importante e daremo il nostro contributo per la reintroduzione di una specie estinta da decenni – ha detto il presidente Tola –. Se il progetto come tutti ci auguriamo andrà a buon fine, la presenza dell’aquila darà ancora più lustro al nostro territorio».

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