Talana, ha un'azienda modello ma non può vendere i maialetti: le chiavi al sindaco

Coldiretti denuncia il caso di un allevatore che non riesce a ottenere la pur legittima deroga al blocco imposto da un focolaio di peste suina riscontrato a Villagrande Strisaili

CAGLIARI. Blocco della movimentazione. In altre parole Stefano Arzu, allevatore di Talana non può vendere i suoi maialetti. Un danno pesante per una azienda modello che ha investito tanti soldi in biosicurezza, nel rispetto di tutte le regole sanitarie e di benessere animale. E ora Arzu vuole chiudere tutto e consegnare le chiavi dell'azienda al sindaco. La denuncia arriva da Coldiretti: tutta colpa di un focolaio di peste suina in un allevamento di Villagrande Strisali. La conseguenza? Divieto di movimentare gli animali nel raggio di 10 chilometri dall'allevamento in cui è scoppiato il focolaio. Tra le attività bloccate c'è anche quella di Stefano Arzu, che anche un anno fa aveva subito la stessa prescrizione.

L'allevatore ha inoltrato la richiesta di deroga per il blocco. «Questo perché il focolaio - racconta Coldiretti - è stato riscontrato in un allevamento regolare e non allo stato brado, e dunque sono ridotti al lumicino i pericoli di contagio. Di mezzo, però, c'è la burocrazia. Arzu - denuncia l'organizzazione - ha dovuto inoltrare una domanda a diversi enti (Comune di appartenenza, Asl, Prefettura, Osservatorio epidemiologico, Istituto Zooprofilattico, assessorato all'Agricoltura, alla Sanità, e poi sarà inviato al ministero della Salute)». Tempi lontani anni luce da quelli delle aziende agricole. Come spiega Coldiretti Arzu si è rivolto anche ai carabinieri e nei prossimi giorni presenterà un esposto alla Procura della Repubblica.

I conti? Per lui le spese e le perdite sono enormi e difficilmente potrà assorbirle. Fermare l'azienda per 40 giorni significa non vendere circa 300 lattonzoli (animali da latte), avere più spese, ritrovarsi con animali fuori mercato (perché nonostante le prescrizioni continuano a crescere e mangiare), mettere a rischio il benessere animale e tutti gli altri premi comunitari perché non rispetta i parametri oltre

a quelli sanitari. «Nei prossimi giorni - racconta l'allevatore - consegnerò le chiavi della mia azienda al sindaco di Talana, gli darò anche il resoconto di quanto in questi anni mi è costato in termini economici mettermi in regola e rispettare tutte le norme». (Stefano Ambu/Ansa)

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