viabilità  

Provincia sotto accusa per la sp 22

I pericoli della strada che collega Sarule e Mamoiada con la ss 389

NUORO. Tratti privi di asfalto e diverse buche, anche profonde. La strada provinciale da Sarule a Mamoiada segnala tutti i difetti della mancanza di manutenzione. Molti i disagi. La percorribilità può avvenire solo a velocità molto ridotte. Il rischio di incidenti e danni alle auto è costante. Proprio all’uscita di Sarule le maggiori difficoltà, considerato che per circa un chilometro il tappeto di bitume manca in più punti. Ma non vanno granché meglio le cose nell’area sotto il monte Gonare e alla fine del percorso, alle porte di Mamoiada. Diciassette chilometri di lunghezza, la provinciale “22” funge da collegamento tra la viabilità della area di Ottana e i territori serviti dalla statale 389, Nuoro-Arbatax. Oltre che aprire le porte a chi deve percorrere la nuova arteria che da “Fumadu” porta verso Ollolai-Gavoi. Una parte importante è poi costituita dal traffico locale, quello degli allevatori che raggiungono quotidianamente le aziende della parte a monte dell’abitato. Movimento che in estate cresce grazie ai turisti diretti al santuario della madonna di Gonare, attraverso l’innesto posto lungo la provinciale.

La questione potrebbe essere una delle prime incombenze del commissario straordinario Felice Corda, che in questi giorni inizierà il mandato amministrativo nel Comune di Sarule, dove sono saltate le elezioni del 10 giugno per l’assenza di liste di candidati. L’interlocutore è la Provincia, titolare dell’arteria. L’ente da parecchi anni non interviene sulla strada, dove è carente la stessa segnaletica, sia verticale e sia orizzontale. Carenze di lavori manutentivi sulle quali non sono state ininfluenti le vicende istituzionali dello stesso ente, che negli anni scorsi veniva dato per abolito insieme alle altre province italiane. La strada ha oltre 50 anni di vita. In quello che era uno stretto tratturo tra i rovi, di pochi chilometri, nel 1961 arrivò il primo finanziamento della Regione, su iniziativa di un consorzio di frontisti. Quattro
lotti di lavori che hanno consentito di sostituirvi una strada di dimensioni pressoché normali. Prima il fondo in terra battuta e successivamente il manto in asfalto, quando è stata messa sotto la protezione della Provincia, che negli anni ’70 ne ha finanziato la rettifica. (f.p.)

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