Amistade, premiate 3 storie

Sarule, prima edizione del concorso del servizio civile

SARULE. Una finestra su fatti, vicende e azioni di valore della comunità, che spesso non emergono, e ai quali invece occorre dare risalto. È stato questo il motivo fondante della prima edizione del premio Amistade, pensato e voluto dai quattro giovani che quest’anno svolgono il servizio civile nel Comune di Sarule, Riccardo Succu, Davide Fadda e Pietro Mameli di Sarule e Gonario Rocca di Orani.

In linea con gli obiettivi del progetto che seguono, e d’accordo con l’ex amministrazione comunale guidata da Mariangela Barca, hanno deciso per l’istituzione di una commissione che individuasse le persone meritevoli dei tre premi istituiti per l’occasione. «Il fine di questo preziosa iniziativa – spiegano gli stessi ragazzi nella loro pagina social – è stato quello di valorizzare le azioni solidali, assegnando il premio Amistade a coloro che si sono distinti per il loro impegno al servizio della solidarietà e del bene comune». Ad essere premiati sono stati i coniugi Antonio Mureddu e Lucia Masciola, genitori di Cosimo, giovane musicista mancato prematuramente nel 2004 a Sabaudia, e la cui mancanza è stata colmata con numerose azioni di solidarietà da parte dei genitori. «Per lo straordinario esempio di generosità che ha trasformato un’esperienza di grande dolore in un atto di altruismo e amore per la terra natia – è stata la motivazione del Premio – offrendo una sala da musica alla comunità sarulese in memoria del figlio Cosimo appassionato musicista». L’altro premio è stato assegnato a don Roberto Carta, parroco di Sarule, «per essersi dedicato con profonda sensibilità e forte determinazione alla difesa dei più deboli, impegnandosi in un’appassionata e instancabile opera di sensibilizzazione per favorire l’integrazione dei migranti, la pace e la coesione sociale». Infine a Eleonora e Maria Rita Licheri, «per essere state, per tanti anni, in modo costante e continuativo, protagoniste di azioni straordinarie di volontariato missionario, svolto con immenso coraggio e profondo spirito di abnegazione, impegnandosi in importanti opere caritatevoli di assistenza ai malati, ai bambini e alle famiglie in difficoltà dei piccoli villaggi dello stato africano del Burkina Faso».

Impegno quotidiano e silenzioso quindi, portato avanti a favore
della comunità ma anche di realtà più lontane e difficili delle nostre, celebrato durante un pomeriggio di festa di fine maggio, alla presenza dei bambini della scuola dell’infanzia e degli allievi dei laboratori musicali, che hanno accompagnato la cerimonia con la loro esibizione.

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