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Cala il sipario sul concorso Enogalte

Domani il convegno nella sala congressi dell’anfiteatro comunale

GALTELLÌ. Si avvia a conclusione il concorso enologico Enogalte, in attesa del convegno che si terrà domani (venerdi 6 luglio) alle ore 19 nella sala congressi dell’anfiteatro comunale. Sabato scorso, nella splendida cornice del parco di Malicas di Galtellì, ci sono state sono tenute le premiazioni dei vini a concorso per la quinta edizione del concorso con una discreta partecipazione di pubblico e appassionati. La competizione enologica, riservata ai vini prodotti nei vigneti dei comuni facenti parte della valle del Cedrino era organizzata dall’associazione culturale “Enogalte”, in collaborazione con amministrazione comunale e agenzia Laore. «Anche quest’anno il concorso ha riscosso particolare interesse, nonostante l’annata agraria e in particolare quella viticola abbia subito parecchie angherie dal meteo influenzando la qualità e la quantità di prodotto – dice il presidente dell’associazione Enogalte Giovanni Pisanu – La gelata della primavera 2017 ha danneggiato le viti in pieno fiore poi, l’arsura dovuta alla mancanza di precipitazioni, ha compromesso la qualità generale dei vini prodotti, seppur anche quest’anno non siano mancate le eccellenze. I partecipanti a questa edizione – prosegue Pisanu –proprio a causa di ciò, sono passati dai 170 dell’anno scorso ai 108 di questa edizione». I concorrenti, sono stati suddivisi in tre categorie, nello specifico 90 campioni per la sezione vini produttori, 11 amatori e 7 vini bianchi. Le cinque commissioni di analisi, composte dai 19 esperti enologi e sommelier di Laore, Onav e Ais, hanno esaminato con competenza e serietà tutti i campioni in gara, annotando pregi e difetti sulla scheda che è stata restituita ai concorrenti partecipanti. I risultati sono stati conseguiti dalle tipologie di vitigno coltivate nella valle del Cedrino che sono rappresentati per la maggior parte dal cannonau, ma in cui trovano un ottimo habitat anche i vitigni a bacca rossa di nebbiolo, cabernet, sangiovese, alicante, syrah e tocai. Tra i bianchi erano rappresentate le colture di vernaccia, malvasia e vermentino. (s.s.)