Perdasdefogu, protestano i familiari dei disabili

Il servizio per il trasporto dei pazienti al centro Aias è sospeso da oltre un anno, In un documento inviato ad associazione, Assl e Regione tutti i disagi dei malati

PERDASDEFOGU. Da un anno a Perdasdefogu è stato sospeso il servizio trasporti per le famiglie che si rivolgono all’Aias sia per l’assistenza specialistica che per quella ambulatoriale. «Non ci ascolta nessuno. Abbiamo bisogno di aiuto, le nostre famiglie sono allo stremo» dicono i genitori e i figli di pazienti che hanno bisogno dei servizi sanitari essenziali. Non solo. L’azienda che si occupava del trasferimento degli ammalati dalle proprie abitazioni alle strutture Aias non riceve indennità da undici mesi perché «l’Aias non paga e noi non siamo più in grado di anticipare neanche i soldi per l’acquisto del carburante». Riuniti qualche giorno fa nella biblioteca comunale del paese, i parenti degli ammalati hanno inviato un documento all’Aias, alla Regione, alla Assl di Lanusei nel quale dicono: «Basta con questa estenuante corsa al rincorrere la soluzione al problema del giorno, basta ad un continuo condividere situazioni di precarietà. Piano piano i pezzi si sgretolano, vengono a mancare i servizi essenziali, ultimo il caso del trasporto dei pazienti. I ragazzi frequentanti il centro diurno, ma anche i pazienti in ambulatoriale, devono raggiungere il centro con mezzi propri o grazie alla buona volontà occasionale. Ma ciò non sempre è possibile. E quando gli aiuti volontari vengono meno non si hanno i servizi, non si hanno le cure. Siamo all’assurdo, spesso dobbiamo rinunciare al prezioso trattamento». Uno dei portavoce aggiunge: «Viviamo in una incessante lotta per qualcosa che dovrebbe essere un diritto, o meglio lo è: il diritto alla salute. L’articolo 32 della costituzione italiana esprime quanto di meglio si sia potuto scrivere e concepire a tale proposito dicendo “ciascun individuo ha diritto alla salute, intesa non più come assenza di malattie e o infermità fisiche o psichiche, ma come stato di completo benessere fisico-mentale e sociale, così come modernamente definita dall’Organizzazione mondiale della sanità».

Dice una mamma: «I nostri ragazzi non possono aggiungere altro, a queste parole, se non lamentare l’inapplicabilità in Sardegna di tali preziosi concetti. Ci sentiamo cittadini
di ultima serie. Un disabile in difficoltà, ha alle spalle una famiglia moltiplicando così gli effetti di un grande disagio. È ora di smettere di sfuggire alle responsabilità: Aias, Assl, Regione ricordino che a pagare le loro inefficienze ci siamo noi, con le sofferenze dei ragazzi».

TrovaRistorante

a Nuoro Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro