Prostituzione, in sette a giudizio a Nuoro

Minacce e violenza, sei romeni e un fonnese accusati di aver sfruttato quattro ragazze dell’Est

NUORO. Costrette a vendere il proprio corpo e trattate come schiave. Sei romeni e un sardo sono finiti a processo per un giro di prostituzione e droga tra Nuoro, Mamoiada e Fonni. Lo ha stabilito ieri mattina il giudice del Tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, che, accogliendo la richiesta del pm Andrea Ghironi ha disposto il rinvio a giudizio di sette degli otto imputati. Fuori dal procedimento penale è rimasto un anziano originario di Fonni ma residente a Nuoro.

Per l’uomo, finito di fronte al gup con l’accusa di favoreggiamento per aver cercato di depistare le indagini, sono intervenuti i termini della prescrizione. La vicenda, se provata in aula, nel processo che inizierà il 19 ottobre prossimo di fronte al tribunale collegiale di Nuoro, è di quelle da far venire i brividi. I sette sono accusati a vario titolo di aver sequestrato, violentato e minacciato una giovane connazionale, vittima di soprusi e angherie, e di aver fatto arrivare dalla Romania altre tre giovani donne per avviarle alla prostituzione nelle case del capoluogo e negli ovili della zona.

Nel primo caso, la giovane donna sarebbe stata sequestrata per due settimane in un appartamento nella centralissima via Ragazzi del ’99, e lì picchiata e violentata a più riprese. Non sarebbero mancate le minacce di morte nei confronti della figlioletta di quattro anni, rimasta in Romania. Le minacce per costringerla ad avere rapporti sessuali sarebbero arrivate anche attraverso messaggi sul telefonino della vittima. “Se non vieni a casa mia ti uccido” ed ancora “ti mando in ospedale e ti mando in cimitero. Questo, secondo l’accusa scrivevano Costantine Taranu e Mihai Daniel Toma che, con Cosmi Vasile Palade (difesi dagli avvocati Lorenzo Soro, Giovanni Colli e Giovanni Falchi) l’avrebbero tenuta prigioniera. Sempre stando all’accusa gli imputati l’avrebbero costretto a prostituirsi. Palade, con Petrica e Marian Pamint, è accusato di aver fatto arrivare illegalmente in Italia per rifornire il mercato del sesso a pagamento altre ragazze. Alla tratta avrebbe partecipato anche l’unica donna dell’organizzazione, Mioara Enica, difesa dall’avvocato Franco
Villa. Un ruolo rilevante in questo giro illegale, lo avrebbe avuto un barista di Fonni Giuseppe Puddu. L’unico sardo dell’organizzazione è difeso dall’avvocato Soro. C’è infine lo spaccio di marijuana e cocaina droga, accusa rivolta a Marian Pamint difeso dall’avvocato Pasqualino Moi.

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