Allarme smantellamento degli impianti industriali

La prima verifica sarà effettuata dalla Commissione regionale d’inchiesta Domani mattina sopralluogo con i sindaci negli stabilimenti dell’ex Enichem

OTTANA. «Gli impianti di Ottana Polimeri rischiano di essere smantellati e portati altrove». A denunciarlo è la Cgil di Nuoro che, in una nota congiunta firmata dai segretari Salvatore Pinna e Sergio Zara, fa sapere che «si ipotizza lo sventramento del rame delle sezioni del Pta e della polimerizzazione, impianti nati e ristrutturati con denaro pubblico. Se questo venisse confermato – sottolinea il sindacato – sarebbe un colpo pesante alle speranze di ripresa produttiva del sito e dei lavoratori che ancora confidano in una prospettiva di rilancio».

Da qui l’appello alle istituzioni e agli amministratori locali affinché «intervengano per fermare lo smantellamento e tutelare un patrimonio che moralmente appartiene a tutto il territorio».

Una prima verifica su quanto denunciato dalla Cgil, intanto, potrà già essere effettuata domani nel corso della visita agli impianti che sarà fatta dalla Commissione regionale d’inchiesta sulla situazione del polo industriale di Ottana, istituita il 4 luglio scorso in esecuzione di un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale l’8 maggio 2018.

L’attività della Commissione d’inchiesta sulle politiche industriali di Ottana non poteva non partire dal luogo del misfatto. L’organismo, presieduto dal consigliere regionale nuorese, Luigi Crisponi (Riformatori) e composto da sette consiglieri della maggioranza e altrettanti dell’opposizione, farà la prima uscita domani, lunedì 16 luglio 2018, con un sopralluogo nell’area industriale e, in particolare, negli stabilimenti ex Enichem. Alla visita, che dovrebbe avere inizio intorno alle 10.30, sono stati invitati a partecipare i sindaci di Ottana Franco Saba, Bolotana Annalisa Motzo e Noragugume Federico Pirosu, nel cui territorio si trova il comparto industriale, e l’amministratore straordinario della Provincia Costantino Tidu e il presidente del Consorzio industriale Piero Guiso. La commissione farà le prime valutazioni sullo stato attuale degli ex stabilimenti chimici ex Enichem ed ex Montefibre, della centrale termoelettrica e di Ottana Polimeri, chiusi da quattro anni dopo un lungo periodo di crisi che ha portato al licenziamento, con un effetto domino incontrastato, di oltre cinquecento lavoratori. Obiettivi della Commissione, secondo quanto indicato nell’ordine del giorno istitutivo votato dal consiglio regionale, saranno quelli di valutare le ragioni del tracollo e della desertificazione economica dell’area; di individuare quali azioni di riuso e di riconversione del sito siano ipotizzabili e quali azioni di politica economica dell’area siano attuabili; di verificare lo stato delle procedure per la bonifica del sito e il livello di inquinamento delle acque del fiume Tirso e, infine, di valutare quali strumenti di politiche attive del lavoro e di ammortizzatori sociali siano attivi e attivabili per i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo.

Un compito difficile che la commissione dovrà ultimare in meno di
sei mesi, prima cioè della fine della legislatura. «Intendiamo, comunque, ottimizzare al meglio i tempi a disposizione» ha annunciato il presidente Luigi Crisponi all’atto dell’insediamento. I lavori della commissione sono già stati calendarizzati per evitare una ricorsa contro il tempo.

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