L'ex parroco di Orune don Borrotzu: «Da 50 anni qui si continua ad ammazzare»

Dopo il duplice tentato omicidio parla il prete che per anni ha guidato la parrocchia: «Capisco il dolore, a un mese dall'ordinazione era stato ucciso un fratello di don Chessa»

ORUNE. «Le parole pronunciate da don Giovanni Maria Chessa sulla giustizia matrigna? Mettiamola così: il mio modo di ragionare è diverso ma io non ho vissuto gli stessi drammi e questo non va dimenticato. Quelle di don Chessa sono parole che si possono comprendere solo se le si contestualizza. Le comprendo, umanamente, alla luce di quello che ha passato. Perché sono 50 anni che questa famiglia, la famiglia Chessa piange morti ammazzati. Per me, non lo nascondo, sarebbe stato difficile gestire anche una sola morte. Ricordo ancora oggi, che un mese prima dell'ordinazione di don Giovanni Maria, nell'87, un fratello era stato ammazzato. Ricordo anche che quando, in precedenza, era stato ordinato sacerdote l'altro fratello, Salvatorangelo, il giorno della festa per la sua ordinazione, proprio quel giorno, avevano arrestato il fratello Peppino. Mi sembra che fossero arrivati anche gli elicotteri, per arrestarlo, e la festa era in corso. Mi chiedo: non potevano aspettare un giorno? Ecco,

forse, a cosa si riferisce don Giovanni Maria quando parla di "zustissia" matrigna».

L'intervista completa e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

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