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L’accusa porta in aula i tabulati della sera dell’assalto

NUORO. «Abbiamo accertato che a ridosso della rapina intercorsero diverse telefonate tra quelli che noi ritenevamo il basista, Andrea Mulas, e l’esecutore materiale, Antonio Pipere». Nel dibattimento...

NUORO. «Abbiamo accertato che a ridosso della rapina intercorsero diverse telefonate tra quelli che noi ritenevamo il basista, Andrea Mulas, e l’esecutore materiale, Antonio Pipere». Nel dibattimento per l’irruzione al cinema multiplex di Pratosardo ieri mattina ha testimoniato un investigatore della Squadra mobile di Nuoro che indagò sulla vicenda. Il poliziotto, citato come teste dell’accusa dal pm Emanuela Porcu, ha ricostruito le indagini davanti al tribunale collegiale presieduto da Giorgio Cannas nel processo che vede imputati, a vario titolo, un gruppetto di giovani baroniesi e di Orgosolo. L’inchiesta risale al 2009 dopo la rapina al cinema del centro commerciale. Era il 10 gennaio quando un uomo con un cappuccio sul volto era entrato nel cinema e aveva puntato una pistola una guardia giurata e contro il direttore del multisala. Che era stato costretto a cedere il borsello con 16mila euro. Dalle intercettazioni disposte nell’ambito di quell’indagine, poi, erano emersi altri reati che sono poi confluiti nello stesso processo: si tratta del tentato omicidio di un allevatore di Siniscola e del danneggiamento dell’auto di un carabiniere. Tra gli imputati, Pierluigi Cincotti, Giambattista Loi, Antonio Pipere e Andrea Mulas, c’è anche una donna di Loculi, Gessy Chessa, difesa dagli avvocati Salvatore Murru e Franco Luigi Satta. Chessa, in questo processo, è accusata della rapina ma non del tentato omicidio di un allevatore né del danneggiamento dell’auto di un carabiniere. Per questi reati, infatti, è stata assolta in modo definitivo e scagionata completamente da ogni accusa . (g.f.)