Nuove mappe e ponti radio, il Supramonte più sicuro

Il progetto della Protezione civile regionale per eliminare le zone d’ombra. L’assessore Spano: «Fondamentale nel soccorso degli escursionisti dispersi»

ORGOSOLO. Per quattro giorni hanno battuto palmo a palmo, a piedi e con l’uso di fuoristrada, i percorsi più frequentati del Supramonte di Urzulei e Orgosolo, con l’obiettivo di mappare la copertura del sistema radio regionale dei tracciati turistici dell’entroterra isolano, per accertare zone d’ombra, acquisire informazioni necessarie in fase di soccorso e rendere più sicuri i sentieri.

Diretti dal Centro di coordinamento mobile, che ha dato supporto tecnologico con apparati digitali di ultima generazione, geolocalizzazioni radio e connessione dati satellitare, numerosi tecnici delle delegazioni speleo e alpine di tutta la Sardegna, dieci associazioni del volontariato di Protezione civile, una squadra locale del Corpo forestale e dell’agenzia Forestas, gli uffici territoriali di Nuoro e Lanusei, il Soccorso Alpino (Cnas) e le amministrazioni comunali di Orgosolo e Urzulei hanno collaborato all’avvio del progetto della Direzione regionale della Prociv.

Un lavoro di sinergia che ha permesso di gettare le basi per intervenire in sicurezza in quelle zone senza copertura radio dove ogni anno, durante le attività di recupero degli escursionisti dispersi, si verificavano ostacoli anche per gli operatori che spesso, vedono dilatato anche di diverse ore il tempo dell’intervento.

«Nella quotidiana attività di soccorso in escursione assume una importanza fondamentale la possibilità di tracciare il percorso di un escursionista – ha spiegato l’assessora della Difesa dell’ambiente con delega alla Protezione civile Donatella Spano, che si è congratulata con tutti i partecipanti per l’importante lavoro svolto –. Grazie al progetto, attraverso i fondi Por 2013/2017, i comuni coinvolti hanno la possibilità di dotarsi di apparecchiature di comunicazione in grado di migliorare la sicurezza dei percorsi montani e di trekking più frequentati dai turisti a partire dalla primavera e sino ad autunno inoltrato».

L’assessore regionale Spano ha anche voluto ringraziare tutti i volontari coinvolti in questo che ha definito «un progetto complesso» che ha chiamato all’esercitazione anche la nuova sala radio regionale di Cagliari. In via Biasi, infatti, hanno turnato gli operatori radio delle associazioni Fraternità della Misericordia di Cagliari, Nucleo operativo Orsa e Procivarci di Assemini, Paff ed Era di Quartu Sant’Elena. Nelle centrali operative di Funtana Bona, a Orgosolo e nella palestra comunale di Urzulei erano invece in turno i volontari di Avpc Sarrabus Gerrei di Villaputzu, quelli dell’associazione Era di Lanusei e della Procivarci di Assemini. A percorrere a piedi e in auto i sentieri turistici da testare, simulando inoltre la ricerca dispersi anche con i droni, c’erano altri volontari e le unità cinofile. Da Cagliari sono giunti gli operatori di Arcus, con quattro cani da soccorso, e di Sardegna Rescue Dog di Capoterra, con altri due animali. Nel Supramonte, infine, erano presenti le associazioni Volontari senza frontiere
di Meana Sardo, Avpc di Gadoni, S’Alasi di Tonara, Vab Nuoro, Aso Oliena, Croce verde Orgosolo, So.Sa.Go.

Gonnesa e Psicologi per i popoli Sardegna di Cagliari. Grazie a loro anche gli angoli più nascosti e affascinanti dell’isola a breve saranno più sicuri e accessibili.

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