Gauf, quando il fuoco è amico

Nella base di Lanusei con i ranger che utilizzano le fiamme per fermare l’avanzata dei roghi

INVIATA A LANUSEI. L’incendio avanza inesorabile. Divora tutto ciò che incontra mentre il fumo si addensa in colonne che si alzano alte a oscurare l’aria. Il fronte delle fiamme corre rapido ma tra i tanti operatori della macchina antincendio ecco apparire un gruppo di ranger “speciali”. Hanno un’arma straordinaria nelle loro mani: il fuoco. Sono gli specialisti del Gauf (Gruppo analisi e utilizzo fuoco) del Corpo forestale della Sardegna.

L’ultima volta sono entrati in azione, a inizio settimana, a Mesaina nelle campagne di Gairo per contrastare le fiamme. Esperti del fuoco, valutano attentamente le condizioni del sito e individuano i parametri come umidità della vegetazione, direzione e forza del vento e temperatura, per decidere che strategia attuare. E per decidere se e quando intervenire con una pratica antichissima, quella del “controfuoco”, utilizzata da pastori e contadini, che consiste nell’appiccare un incendio controllato per sottrarre ossigeno e combustibile ai roghi e arrestarne l’avanzata. Efficace e poco costosa, non sempre è possibile attuarla e soprattutto bisogna sapere come impiegare le fiamme prodotte dalle bombolette di kerosene in dotazione al gruppo. Dal 2008, anno di costituzione dei Gauf presenti nei sette ispettorati della Sardegna, a far da apripista è stato l’ispettorato di Lanusei che può contate su un gruppo di quattro specialisti dotato di autobotte e mezzo con modulo antincendio. È dall’Ogliastra che, nel 2010 il responsabile dell’antincendio, il commissario Salvatore Cabiddu vola negli Stati Uniti con l’allora comandante del Corpo, Giuseppe Delogu, per partecipare a un corso internazionale sul fuoco prescritto. Una full immersion per approfondire le conoscenze sugli incendi boschivi, perfezionare le tecniche di contrasto e confrontarsi con gli altri paesi. Il Gauf ogliastrino è ospitato nella base di San Cosimo, a Lanusei, baricentrica rispetto al territorio. Da qui gli specialisti si muovono ogni estate per combattere contro l’antica piaga che devasta l’Isola. «Nel 1994 ero un giovane appartenente al Corpo e mi trovavo a Oristano quando scoppiò l’incendio di Monte Ferru, migliaia e migliaia di ettari vennero ridotti in cenere nonostante il massiccio intervento dei mezzi e lì per la prima volta sentì parlare i pastori del controfuoco» racconta il commissario Andrea Pintus, a capo dell’ispettorato di Lanusei. Da allora tantissimi incendi hanno percorso la Sardegna da un capo all’altro e, in diverse occasioni, l’uso controllato del fuoco si è rivelato un’arma vincente. Anche se necessita di pratica continua. «L’esercitazione serve a trovare un modus operandi comune e arrivare a standardizzare gli interventi del Gauf. Questa particolare modalità di lotta agli incendi è molto usata specialmente la notte quando i velivoli ad esempio sono poco impiegati» dice il commissario. «Oltre il controfuoco – sottolinea – c’è anche il fuoco tattico che viene utilizzato a ridosso di sentieri e strade». Come ogni anno a fine campagna gli analisti del Corpo fanno il bilancio degli interventi e esaminano le
modalità di utilizzo del fuoco controllato. Sinora gli interventi grazie alla stagione particolarmente piovosa si sono limitati a pochi, isolati episodi. Tutto ciò naturalmente non deve indurre ad abbassare la guardia. Agosto preoccupa ma la macchina dell’ antincendio è pronta.



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