Spopolamento dell’interno Sos dei sindaci a Macomer

Incontro operativo promosso dall’associazione bororese Nino Carrus  Deiana (Anci): «Abbiamo dieci proposte». Falconi: «Non si parli solo di coste» 

MACOMER. Tre tavoli per sviscerare un tema complesso come il futuro della Sardegna, partendo da un punto fermo che è la necessità di arginare la piaga dello spopolamento dei piccoli borghi isolani: il seminario costruttivo “La primavera dei paesi” organizzato dall'associazione bororese Nino Carrus è entrato ieri nella fase operativa con una intensa mattinata di lavoro ospitata dal centro servizi culturali di Macomer. Sviluppo locale, impresa, innovazione e lavoro le linee guida del primo tavolo, welfare e partecipazione quella del secondo, turismo, riqualificazione urbana e ambiente quella del terzo: argomenti vasti ed allo stesso tempo essenziali, sui quali si è avviato un confronto ed una discussione che hanno fatto emergere gli approcci e le riflessioni dei partecipanti, ma anche le analisi e i bisogni che nascono dai territori e dalla loro necessità di non perdere la sfida con uno sviluppo possibile. È un percorso di lungo respiro quello ideato e messo in campo dall’associazione presieduta da Fausto Mura e l’obiettivo è non solo stimolare un dibattito pubblico, ma anche attivare un sistema partecipato dal basso in grado di declinare idee e progetti per una rinascita consapevole da sottoporre poi all'attenzione delle istituzioni locali e regionali. All’incontro hanno partecipato giovani, studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti, insegnanti e qualche amministratore, tra i quali l'assessora di Silanus Rita Morittu e quella di Ottana Laura Mura. Ad aprire la mattinata è stato il presidente dell’Anci e sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana, in prima linea da anni nel richiamare l'attenzione sui paesi e sul bisogno di rimetterli al centro dell'azione politica. «Sono 31 i paesi marchiati con il bollino di scadenza – ha sottolineato Deiana – ma non è detto che non si possa invertire la rotta. Abbiamo deciso di fare rete e di aprire un dialogo con la Regione. Abbiamo 10 proposte da sottoporre all’attenzione: non chiediamo trattamenti speciali, bensì sperimentali».

Un passaggio del suo intervento il presidente dell'Anci lo ha riservato al tema urbanistico, annotando con rammarico come il dibattito si sia focalizzato esclusivamente sulla questione dei 300 metri dal mare, ignorando in pratica tutto il resto della Sardegna. Un rammarico condiviso dalla sindaca di Fonni Daniela Falconi, anche lei tra i partecipanti
del seminario macomerese: «Mi piacerebbe che si parlasse soprattutto di aree interne e di periferie e di cosa vogliamo fare, non solo di coste. Occorre confrontarsi sul governo del territorio della Sardegna nella sua complessità». Il prossimo incontro del seminario si terrà il 25 agosto.

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