Sposi nel segno di Grazia Deledda

Celebrato il primo rito civile nel cortile della casa del Nobel, all’ombra delle querce care alla scrittrice

NUORO. Sulle note di “Non potho reposare”, all’ombra della gigantesca chioma di una quercia secolare tanto cara alla scrittrice Grazia Deledda, Maria Francesca Piras e Davide Busia, si sono giurati eterno amore davanti al sindaco Andrea Soddu. Il loro è il primo matrimonio civile celebrato nella casa del premio Nobel nuorese, nel rione storico di Santu Predu, finemente addobbata per l’occasione. Una delle varie location scelte dall’amministrazione comunale per celebrare riti civili fuori dalle mura del palazzo municipale.



«Un successo – ha detto ieri Andrea Soddu, felice della scelta della coppia – Per noi è motivo di vanto e orgoglio, sapere che angoli della nostra città e del territorio diventano palcoscenico di eventi importanti come questi. È bello sapere che anche dalla lontana Cina apprezzino, per esempio, il borgo di Lollove e ne riconoscano il suo fascino suggestivo che più di altri può prestarsi per operazioni di carattere culturale, naturalistico e anche promozionale come i matrimoni». Ieri a Nuoro, come del resto in tutta la Sardegna, il caldo si avvertiva in modo particolare. Meno però, quasi in modo insolito, all’interno del cortile della casa natale della scrittrice di Cosima e Canne al vento. In quell’angolo ombreggiato, luogo fisico della sua memoria, trasformato dalla squadra dello Studio Ungaro Wedding Planning & Design in un posto da favola in stile shabby chic, con ghirlande fiorite, spighe e tante foglie di edera ad scegliere sposi e invitati, Maria Francesca, studentessa e commessa nuorese di 30 anni, e Davide 41enne di Gavoi, dipendente Conad, si sono scambiati le fedi. Emozionatissima la sposa in abito chiaro in seta, voile e pizzi dorati, accompagnata da tre damigelle che hanno aperto il corteo. Commosso Davide, in blu e gilet sgargiante che al momento della “promessa” non è riuscito a trattenere le lacrime. Il sindaco Andrea Soddu con la fascia tricolore ha recitato gli articoli del codice civile. Prima di unire in matrimonio i due sposi, il primo cittadino ha voluto però ricordare la figura della scrittrice che ha portato in alto il nome della città. «Vi auguro di vivere la vostra vita come ha fatto Grazia Deledda, combattendo con la determinazione tipica barbaricina, contro i pregiudizi e le difficoltà che la vita può riservare».



Inoltre, l’ulteriore auspicio: «Spero – ha aggiunto Soddu – che possiate raggiungere insieme il traguardo dei 107 anni di tzia Nicolosa Manca, cugina del Nobel, che vive in questa casa che si affaccia sul cortile del museo». Il primo matrimonio civile fuori dal municipio venne celebrato due anni fa in piazza Satta. Da allora ne sono seguiti degli altri nel cortile del museo Etnografico e negli altri siti individuati dall’amministrazione. «Finora sono stati una decina i riti celebrati fuori dal municipio – ha proseguito il sindaco – e speriamo di poter continuare». Matrimoni in luoghi indimenticabili che, ovviamente, fanno lievitare la spesa per gli sposi. Si parla di cifre dai 300 a 500 euro (il massimo a casa Deledda e all’Isre) a seconda dei giorni in cui si decide di convolare a giuste nozze. L’importo sale se si sceglie il fine settimana. Ci sono poi casi, come quello di ieri, in cui la coppia ha dovuto scegliere pochi intimi per il momento del rito. Il cortile del museo Deledda, può accogliere massimo 50 ospiti. Sacrifici però che Maria Francesca e Davide hanno voluto affrontare.
 

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