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Adrian Topalli vince Su palu de sa Itria

In sella a Quisario si è riconfermato campione per il secondo anno

GAVOI. Non si smentisce Su palu de sa Itria che anche quest’anno ha richiamato i migliori fantini della Sardegna e della penisola alla sua corte. In cima al podio è salito, confermando la bravura espressa l’anno scorso, Adrian Topalli in sella a Quisario (scuderia Topalli). Secondo Ireneo Cabiddu con Stallinek, terzo Antonio Maldotti con Regal Lady e infine quarto posto a Jacopo Pacini con Tay Tay. Due batterie per 11 partecipanti e «un montepremi invariato a 20 mila euro, nonostante il regolamento prevedesse una riduzione del 30 % in caso di un numero di partecipanti inferiore a 15 – hanno spiegato gli organizzatori ai cavalieri e scuderie partecipanti –. Abbiamo voluto premiare gli sforzi degli allevatori dell’anglo arabo, delle scuderie, dei fantini e di tutti gli appassionati che oggi hanno scelto questa storica corsa». Una gara che non ha trovato intoppi, filata liscia sullo sterrato a pochi metri dalla bellissima chiesa dedicata alla Madonna e che ancora una volta ha confermato l’importanza dell’impegno a favore della valorizzazione dell’anglo arabo sardo, un cavallo che per tanti anni è rimasto in secondo piano rispetto ai purosangue, ma che ora rivive una nuova giovinezza grazie a questo rinnovato interesse a livello regionale. Soddisfazione anche per il comitato che ogni anno si dà da fare perché la manifestazione venga riproposta nel migliore dei modi e che come ogni anno che ha registrato un ottimo afflusso di pubblico dovuto al fatto che riesce a proporre alle numerose persone che assistono, un pomeriggio all'insegna di numerose attrattive: la prima è sicuramente quella della manifestazione paliesca, unita poi al turismo religioso che porta numerosi fedeli al santuario di Sa Itria nel giorno della festa principale. Il contesto festoso in un luogo unico e a tratti magico, come quello dell’altopiano di Lidana dove la popolazione di Gavoi si trasferisce per i giorni necessari a celebrare tutti i riti, rappresentano infine un’ulteriore attrattiva per chi decide di passare
l’ultima domenica di luglio nelle campagne gavoesi. «Fattore che ci porta ancora di più a credere che dobbiamo continuare nel preservare queste occasioni di confronto e attorno ad esse – hanno concluso dal comitato – continuare a lavorare negli investimenti a favore del territorio».

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