Immissioni in ruolo centinaia di docenti restano tagliati fuori

La Gilda: «Colpa dei concorsi organizzati fuori dall’isola» Proteste anche per gli insegnanti “globetrotter” e sostegno 

NUORO. Tutta colpa dei concorsi organizzati, per diverse classi di insegnamento, fuori dai confini dell’isola. Chi ha la “sfortuna” di essere abilitato a insegnare matematica e scienze, ad esempio, quest’anno, nonostante ci siano i posti a disposizione, si dovrà scordare la possibilità di ottenere la tanto sudata immissione in ruolo. E per un motivo tanto semplice quanto disarmante: dovendo sostenere il concorso fuori dalla Sardegna, dove le procedure sono lente e non riusciranno a concludersi in tempo per l’avvio di questo anno scolastico, dovrà aspettare l’anno prossimo per ottenere il posto fisso. «E a causa di questo, dei concorsi organizzati fuori dalla Sardegna, centinaia di docenti, e molti del Nuorese, quest’anno non passeranno di ruolo ma dovranno aspettare un anno – spiega la vicecoordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre, che sino all’ultimo si è battuta sui tavoli romani per ottenere i concorsi anche nell’isola – gli unici docenti in Sardegna che potranno fare il concorso per passare di ruolo sono quelli per due sole classi di concorso: italiano alle Medie e materie letterarie alle Superiori». I docenti di altre materie, per fare il concorso “Fit”, destinato a chi ha già l’abilitazione ma non è ancora di ruolo, come spiega anche il coordinatore regionale della Gilda, Gianfranco Meloni, «per la maggior parte dovranno andare a fare il concorso nel Lazio che è la regione meno efficiente nella gestione delle procedure concorsuali e non riuscirà a produrre graduatorie in tempi utili per le nomine di quest’anno». Morale della triste favola, spiegano Maria Di Patre e Gianfranco Meloni, c’è «che la gran parte del contingente destinato alla Sardegna non sarà consumato nelle imminenti nomine. Sono centinaia di posti. Su 580 posti alle Medie, solo 164 solo di italiano, e su 576 posti alle Superiori, solo 60 sono di materie letterarie». Ma quello dei docenti tagliati fuori dalla nomine di quest’anno non è l’unico problema che scuote la scuola nuorese e sarda a poche settimane da nuovo anno scolastico. Un altro problema, infatti, come spiega Maria Domenica Di Patre, sono gli insegnanti costretti a fare i “globetrotter” per mettere su l’orario completo – ci sono docenti che faranno alcune ore a Macomer, e altre a Jerzu, o che da Siniscola dovranno andare a Sorgono – e i “posti di potenziamento”, ovvero gli insegnanti che le scuole richiedono anche per organizzare corsi di sostegno per gli studenti, soprattutto in certe materie. Ebbene, anziché soddisfare le richieste arrivate dalle scuole nuoresi, nel capoluogo barbaricino nelle ultime ore è capitato anche di assistere a situazioni del genere: nella più grande scuola della provincia, il liceo scientifico Fermi, attendevano, come potenziamento, alcuni insegnanti di matematica e lingue straniere, e invece, dicono i due sindacalisti della Gilda, «si sono ritrovati con un pacchetto di potenziamento costituito da tre esperti in oreficeria e gemme dure, e un esperto in trattamento testi». E anche l’organico Ata, ovvero quello del personale amministrativo, dei bidelli, della segreteria e degli assistenti tecnici, versa in condizioni difficili, soprattutto nel Nuorese. «A Desulo, Gavoi e Tonara – spiegano Maria Di Patre e Gianfranco Meloni – hanno perso dodici bidelli per via degli accorpamenti. La dura legge dei numeri pare l’unico criterio con il quale viene guidata la macchina della scuola sarda. Le stesse deroghe in organico di fatto saranno assoggettate a una lunga serie di criteri contabili, valutando le situazioni di una vastissima regione, con il cannocchiale, da Cagliari, visto che la gestione del personale Ata e delle scuole dell’infanzia di Nuoro dall’ex Provveditorato è passata a Cagliari». Ultimo, ma non in ordine di importanza, c’è anche il problema degli insegnanti di sostegno. «Mancano gli insegnanti qualificati – spiega Maria Domenica Di Patre – perché è da tempo che non si organizzano i corsi. E per questo i posti da insegnanti di sostegno li stanno dando ai precari senza titolo. Più volte
abbiamo chiesto di assegnarli agli insegnanti di ruolo perdenti posto, a quelli che lo chiedono, ovviamente. A livello nazionale hanno accolto la richiesta solo però cambiando provincia. Ma la nostra battaglia continuerà per fare in modo che sia consentito anche a livello provinciale».

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