Usi civici a Cala Liberotto, nuovo rinvio

Il commissario ha proposto di trasferirli a Bidderosa, ma il Comune non decide 

OROSEI. Oltre al caso dei porti abusivi, l’amministrazione comunale ha un altro problema da risolvere, e di dimensioni ben maggiori: il caso degli usi civici nelle frazioni di Cala Liberotto, Sas Linnas Siccas e Sos Alinos individuati dalla Regione durante l’accertamento del 2005. Il problema interessa un migliaio di abitazioni che da allora sono praticamente sotto sequestro: i loro proprietari possono utilizzarle per le vacanze o per abitarvi tutto l’anno, continuano a pagare tasse e tributi, ma per esempio non possono metterle in vendita. In teoria non potrebbero neppure attuare alcun intervento di restauro degli immobili, destinati a un progressivo degrado. Il motivo? Quei cittadini si trovano nell’assurdo giuridico di essere proprietari di case ma non dei terreni su cui sono costruite. Terreni che avevano acquistato a partire dagli anni Cinquanta, in qualche caso dalla stessa amministrazione comunale, che nel 2005 si sono rivelati gravati da usi civici. In sostanza sorgono su terreni che erano e sono ancora un bene della collettività. Sul caso di Orosei deve pronunciarsi il magistrato Maria Cristina Ornano, commissario per la liquidazione degli usi civici, la cui decisione, attesa per il luglio scorso, è slittata al 18 novembre. Il commissario ha proposto all’amministrazione il trasferimento degli usi civici dalle aree edificate all’oasi ambientale di Bidderosa,
già sottoposta a vincoli, ma il Comune non ha mai voluto decidere in tal senso. Nel frattempo i proprietari, costituiti in consorzio, minacciano una class action per il danno subìto da una evidente negligenza del Comune, con esiti che potrebbero portarlo alla bancarotta. (p.me.)

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