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Lingua blu, allarme per i nuovi focolai nell’area di Tertenia

Morti una quarantina di capi in diverse aziende agricole Il sindaco: «Il nostro territorio senza servizio sanitario»

TERTENIA. A Tertenia ritorna la paura per la blue tongue. Negli ultimi giorni, proprio a causa di un sospetto attacco del virus, sono morte una quarantina di pecore in diverse aziende zootecniche. «La situazione è molto grave – spiega un allevatore del paese, Armando Brendas – attendiamo una risposta sulle cause della morte dei nostri animali, dagli enti competenti, considerato che il veterinario della Assl che operava anche nel nostro territorio, manca da da oltre tre mesi e non è stato ancora sostituito». Tanto che, gli allevatori di Tertenia, stanno pensando di recarsi in Procura a Lanusei a denunciare lo stato di totale abbandono che vivono quotidianamente .

Ieri si è mosso anche il sindaco Giulio Murgia, che ha inviato una lunga notacon la quale denuncia al direttore dell’Ats Sardegna, Fulvio Moirano, al commissario dell’Assl di Lanusei, Andrea Marras e al Dipartimento sanità animale della stessa Assl, Dino Garau, i gravi disservizi della sanità animale. E per conoscenza anche al presidente della Conferenza sanitaria dell’Ogliastra, Davide Burchi. «Nei giorni scorsi – scrive il primo cittadino terteniese – ho dovuto emettere quattro ordinanze restrittive su altrettante aziende per sospetti casi di blue tongue e ancora oggi non si ha la certezza sul decesso di numerosi capi. Voglio ricordare ciò che è accaduto lo scorso autunno, con il verificarsi di numerosi focolai di lingua blu nel territorio ogliastrino, con gravi conseguenze di tipo economico sulle aziende zootecniche». Nella sua nota inviata ai vertici dell’Ats Sardegna e dell’Assl di Lanusei, Murgia evidenzia che sul territorio comunale di Tertenia sono presenti circa un terzo dei capi ovini dell’Ogliastra. «Non è neppure ipotizzabile – rimarca – che un territorio con una componente economica importante come quella agro-pastorale, rimanga scoperto di un servizio fondamentale come quello sanitario. Chiedo agli enti in indirizzo di risolvere, nell’immediato, la situazione. Onde evitare altre disastrose conseguenze».