Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

«Senza il logo pane fresco chiudiamo i forni»

«Abbiamo fatto tanto, come panificatori, per avere questo logo e una legge regionale che tutelasse il nostro settore e scoraggiasse la concorrenza sleale e gli abusivi, e invece, da due anni, è...

«Abbiamo fatto tanto, come panificatori, per avere questo logo e una legge regionale che tutelasse il nostro settore e scoraggiasse la concorrenza sleale e gli abusivi, e invece, da due anni, è ancora tutto fermo. La legge esiste ma è sostanzialmente inapplicata, ci sono 70 forni, solo in provincia di Nuoro, che hanno richiesto il marchio “pane fresco” da tempo e che ancora attendono invano. E nel frattempo la concorrenza sleale di chi produce pane precotto spacciandolo come fresco prolifera, diversi paesi non hanno più il forno del pane come Mamoiada e Borore, chi lavora in modo onesto e seguendo le regole non viene tutelato. Se le cose non cambiano, noi siamo pronti alla serrata, a chiudere i forni in segno di protesta». Nuorese, panificatore da una vita, imprenditore, e presidente regionale dei panificatori della Confcommercio, Giampietro Secchi lancia una nuova battaglia della categoria per ottenere che finalmente, dopo due anni di attesa, la legge regionale creata ad hoc per disciplinare il settore venga applicata a pieno.