Usi civici, proprietari in rivolta

Il consorzio Cala Liberotto vuole che la giunta comunale si esprima sullo spostamento a Bidderosa

OROSEI. Non c’è solo il porto abusivo nelle bocche a mare dello stagno Su Pedrosu ad agitare il sonno degli amministratori comunali. Dopo la protesta dei diportisti e degli operatori della nautica, ora a dichiarare guerra alla giunta guidata da Nino Canzano sono i proprietari delle case di Cala Liberotto e Sas Linnas sorte su terreni gravati da usi civici. Minacciano di non pagare l’Imu e azioni di protesta eclatanti quali l’occupazione simbolica del municipio di Orosei. Al Comune chiedono di occuparsi con serietà del caso che li riguarda, venuto a galla nel 2005 con la rimappatura degli usi civici da parte della Regione: circa mille proprietari si scoprirono abusivi loro malgrado perché avevano comprato terreni (anche dallo stesso Comune) gravati appunti da usi civici, ma non erano stati informati di questo vincolo che, sostanzialmente, vietava loro di costruire. Una situazione paradossale, risolta parzialmente dalla Regione nel 2011 con un successivo ridisegno della mappa, che però fece salve soprattutto le aree su cui insistevano grandi strutture alberghiere (quelle del gruppo che fa capo a Piero Loi e gli hotel di Michela Mastio: a restare con il cerino in mano furono solo gli svizzeri dell’hotel Tirreno, tagliati fuori dalla rivisitazione della mappa).

In seguito a questa situazione, i proprietari delle case (molti dei quali cittadini nuoresi) si sono ritrovati nell’assurda situazione di essere inquilini in casa propria, e pure abusivi: non posso effettuare alcun lavoro di ristrutturazione delle loro abitazioni, né disfarsene. Allo stato attuale, inoltre, il loro valore commerciale è pari a zero, appunto perché sono incollocabili sul mercato immobiliare. «Èppure il commissario regionale per gli usi civici – dice Francesco Chironi, presidente del consorzio Cala Liberotto, che raggruppa circa 150 proprietari – ha suggerito da tempo al Comune di Orosei una soluzione che potrebbe metterlo al riparo da eventuali e ormai quasi inevitabili richieste di risarcimento da parte dei proprietari. Mi riferisco alla possibilità prevista dalle norme di trasferire gli usi civici dalle aree ormai già urbanizzate nell’oasi naturalistica di Bidderosa. Ma il Comune di Orosei, pur essendosi espresso favorevolmente in tal senso il consiglio comunale, con decisione unanime, nel 2013, non dà inspiegabilmente
corso a tale soluzione. La sensazione che si vogliano sanare in un colpo solo altre situazioni di reale abusivismo che sanabili non sono». Quali? Su Mutrucone e Su Catreattu, aree agricole dove sono sorte abitazioni a fini turistici da tempo sotto la lente della magistratura penale.

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