«Chi canta prega 2 volte», l’ultimo saluto a Tancredi Tucconi

Bitti si stringe attorno ai familiari al funerale del maestro del canto a tenore. Presenti anche i componenti di gruppi “a cuncordu” giunti da tutta l’isola

BITTI Si sono svolti ieri pomeriggio a Bitti i funerali di Tancredi Tucconi, componente dei tenores di Bitti “Remunnu ’e Locu”. Il feretro è giunto nel paese natio dell’artista, scomparso martedì sera nell’ospedale di Nuoro all’età di 87 anni, proveniente dalla cappella del San Francesco dove, per tutta la giornata di mercoledì e la mattinata di ieri, si erano recate tante persone per rendergli omaggio e porgere le condoglianze alla moglie Luciangela e ai figli Franca, Marina, Luigi e Ugo. Tra i numerosi amici di famiglia, conoscenti, autorità, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, anche padre Ciriaco Bandinu, pure lui di Bitti e confessore della chiesa delle Grazie di Nuoro.

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Di prima mattina il sacerdote ha voluto benedire personalmente la salma e recitare una preghiera per «l’anima cristiana, buona e gentile di Tancredi, che da oggi è in Paradiso e dove continuerà a cantare al cospetto del nostro Signore." La chiesa di San Giorgio Martire, dove il feretro è giunto poco prima delle 17, era stracolma e, durante l'omelia, il parroco don Totoni Cossu ha ricordato il cantante con queste parole: «Nel presentare al Signore l'anima del fratello Tancredi, penso a Sant’Agostino che diceva “Chi canta prega due volte” e mi chiedo, quante volte Tancredi ha pregato». L’intera cerimonia religiosa è stata celebrata accompagnata dai canti dei tenores “Remunnu ’e Locu”, gruppo che Tancredi Tucconi aveva fondato a metà degli anni ’70 con gli altri tre componenti storici del quartetto: Daniele Cossellu, Battore “Pante” Bandinu e Piero “PZero” Sanna. In un accorato silenzio il corteo funebre ha poi attraversato il centro abitato, giungendo poco dopo nel cimitero, dove centinaia di persone attendevano per dare l'estremo saluto alla leggendaria “contra”. Erano presenti i componenti di gruppi “a cuncordu” giunti un po’ da tutta la Sardegna, e che nel corso della lunga carriera del cantante a tenore hanno condiviso con lui importanti momenti artistici. «Provavo per Tancredi un’ammirazione sconfinata, e posso dire di essere stato anche da lui in qualche modo ispirato» ha commentato Peppino Cidda del tenore “S’Arvurinu” di Orune. Tancredi Tucconi era, peraltro, un personaggio anche al di fuori dell’ambito etnomusicologico e il suo viso, con quei tratti somatici così marcati, quasi esotici, tanto da renderlo riconoscibile all’istante, nell'immaginario collettivo di molti sardi è legato al fatidico “Forza Cagliari!” che l’artista pronunciava con enfasi nel programma Rai della domenica pomeriggio “Quelli che il calcio”, ogni qualvolta che il “Casteddu” andava a rete.

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