Orosei, i diportisti si sgomberano da soli

Quando la Capitaneria è arrivata a Su Portu e Osala non c’erano imbarcazioni: «Ma ora la Regione legalizzi l’approdo»

INVIATO A OROSEI. Non è stato uno sgombero coatto, come qualcuno temeva. Ci avevano già pensato loro, i diportisti e gli operatori nautici della Marina di Orosei, a lasciare libero il campo: nessuno si è incatenato ai pontili, né ci sono state scene di intemperanza o manifestazioni di protesta. Quando gli uomini della Capitaneria di porto di Olbia sono arrivati alle bocche a mare di Su Portu e Osala per far rispettare l’ordinanza, che dava come termine ultimo per lo sgombero la mattina di giovedì, le hanno trovate deserte, come se nessuna imbarcazione vi avesse mai attraccato. Come invece era accaduto, in modo spontaneo più che abusivo, nei precedenti vent’anni. Un gesto di stile, il loro, e un segno di civiltà che hanno colpito positivamente il capitano di vascello Maurizio Trogu, comandante della Capitaneria, per il quale «quella che potrebbe sembrare un’operazione di polizia invece rappresenta il vero punto di partenza per una reale risposta della portualità ad Orosei e per il rilancio dell’economia cittadina. Ora che sui siti è stata ristabilita la legalità, potrò farmi personalmente promotore di tutte le necessarie iniziative perché a Orosei sia finalmente realizzato un approdo sicuro, nel pieno rispetto delle regole». Ciò significa che la capitaneria non si opporrà, come del resto ha già affermato in precedenza, all’uso promiscuo (pesca e nautica) delle bocche al mare, decisione che spetta al Comitato regionale per la pesca presieduto dall’assessore all’Agricoltura Pier Luigi Caria. Comitato che si riunirà la prima settimana di settembre e che dovrà esaminare il progetto preliminare delle nuove banchine che il Comune di Orosei ha inviato alla Regione da alcuni giorni (in un primo tempo all’assessorato non se lo ritrovavano: era stato mandato a un indirizzo sbagliato).

La stagione turistica 2018 per diportisti e operatori nautici di Orosei ormai è da mettere in archivio: i secondi continueranno comunque a lavorare, nonostante le loro imbarcazioni ora siano attraccate a boe a un centinaio di metri dalla riva. Qualcosa in più di un semplice disagio, perché raggiungerle con il mare grosso diventerà un’impresa. Loro comunque confidano che dal prossimo anno i problemi siano risolti. Ci crede Christian Karrer, svizzero, titolare di Sardinia Divers, la più longeva società che promuove immersioni in questa parte del golfo di Orosei. Venticinque anni fa ha lasciato Zurigo per coltivare la sua passione nel mare più bello del Mediterraneo e non immaginava le difficoltà che avrebbe incontrato per farne una professione con tutti i crismi. Ma tant’è, è ancora qui a combattere con la burocrazia. E così anche Piero Murreddu e Francesca Serra, che vent’anni fa hanno fondato Oltremare, società specializzata in escursioni e noleggio di gommoni.

Complessivamente il settore nautica a Orosei dà lavoro a un centinaio di persone, ma potrebbero essere dieci volte tanto se tutto fosse in regola. Ci crede Franco Cossu, titolare di una società di rimessaggio assieme ai due figli. Aria da lupo di mare, è da anni un punto di riferimento per chiunque a Orosei voglia mettere la barca in mare o ricoverarla per l’inverno, o per risolvere un problema al motore.

Poi ci sono i diportisti puri, come Paolo Sole, che a Su Portu ha attraccato il suo mezzo negli anni ’80, al pari di tanti altri. Non servivano autorizzazioni, allora, ma nessuno avrebbe immaginato che sarebbe andata avanti così per altri trent’anni, senza che in Comune ogni giunta che si è avvicendata facesse qualcosa di realmente concreto per risolvere il problema. O Giuseppe Chines, avvocato di Caltanissetta arrivato a Orosei giovanissimo con la passione per le immersioni subacquee. Un colpo di fulmine che lo ha portato a trasferirsi nell’isola e a mettere su famiglia. Anche lui è un veterano di Su Portu, e per la soluzione del garbuglio bocche a mare
sta mettendo a frutto tutta la sua esperienza legale, prestando consulenza durante gli incontri più delicati. Riusciranno tutti quanti a realizzare il loro sogno? Lo sapranno il 3 settembre, quando il Comitato regionale per la pesca dirà la sua sul futuro delle bocche a mare di Orosei.

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