I costumi dell’isola fanno festa a Nuoro

Sono 58 i gruppi che invaderanno le strade del centro Stasera allo stadio Frogheri il Festival regionale del folclore

La storia della Sardegna per un giorno è tutta qui: nei costumi dai pregiati broccati che celano come per magia l’appartenenza e l’identità di un popolo, nei suoi usi e nei suoi ancestrali riti. Una magia che si ripete puntuale da 118 anni in un tempo che scorre e che resta immutato in un tripudio di musica, colori, eleganza e scintillanti gioielli. Tornano i mille colori della Sardegna, la musica e i balli tradizionali dell’isola, i cavalli con i loro ornamenti e i fieri cavalieri. La Festa del Redentore è anche questo: esaltazione del folclore e senso di appartenenza. Uno spettacolo a cielo aperto indimenticabile per ricchezza e maestosità che culmina questa mattina nella sfilata degli abiti tradizionali. Sono 58 quest’anno i gruppi folk selezionati in rappresentanza di tutta la Sardegna nell’edizione numero 118 della Festa del Redentore, e migliaia saranno i figuranti che dalle 10 di stamattina percorreranno via La Marmora per raggiungere il cuore della città, corso Garibaldi, conosciuta come la via Majore. A dieci gruppi durante la sfilata sarà concessa un’esibizione del loro ballo tradizionale nella piazza antistante la chiesa de Le Grazie: Burgos, Santu Iacu di Mandas, Pro loco di Meana Sardo, Sant’Anna di Oniferi, Orotelli, A Manu Tenta di Osini, Ditta di quarto 1928 di Quartu Sant’Elena, San Nicola di Sassari, Santu Juanni Battista di Sedilo e Tradissiones Populares di Silanus. Il corteo raggiungerà poi piazza Mazzini, via Monsignor Bua e piazza Santa Maria della Neve in una maestosa sfilata di costumi tradizionali, dove andrà in scena la benedizione solenne del vescovo di Nuoro Mosè Marcia. Il Festival regionale del folclore chiuderà la giornata all’insegna delle tradizioni e vedrà dalle 20 sul palco dello stadio Frogheri, in viale Repubblica, le esibizioni di numerosi cori di canto a tenore e gruppi di ballo dell’isola. La 118ª edizione della Festa del Redentore si chiuderà invece mercoledì 29 agosto con l’appuntamento più solenne delle celebrazioni: con le prime luci dell’alba partirà dalla Cattedrale di Nuoro il pellegrinaggio religioso a piedi verso il monte Ortobene dove verrà celebrata nell’antica chiesa campestre addobbata a festa la messa cantata in sardo dai cori nuoresi. È passato oltre un secolo da quel lontano 1901, anno di inaugurazione della statua di bronzo del Cristo Redentore voluto da papa Leone XIII che in occasione dell’anno santo scelse Nuoro per la collocazione di uno dei diciannove monumenti sparsi in tutta Italia, che avrebbero dovuto commemorare solennemente il Giubileo del 1900.

L’imponente statua, alta sette metri e del peso di 18 quintali, realizzata interamente in bronzo dallo scultore Vincenzo Jerace fu issata sulla cima dell’Ortobene il 29 agosto del 1901. Eppure la manifestazione conserva ancora il fascino di un tempo. L’ultima domenica di agosto, da tutti i paesi della Sardegna partono
alla volta di Nuoro, per l’annuale e imperdibile appuntamento estivo all’insegna delle tradizioni più antiche dell’isola. Un repertorio vivente di costumi colorati, impreziositi dai ricchi e scintillanti gioielli e amuleti e dai preziosi ricami che adornano gli abiti dei diversi paesi.

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