Macomer, lo sviluppo passa per le terre civiche

Nel piano di valorizzazione del Comune previste attività sportive e ricreative  L’assessore all’Agricoltura: «Opportunità di lavoro per tutti. A breve il bando»

MACOMER. Il piano di valorizzazione e recupero degli usi civici di Macomer scommette sugli usi non tradizionali nelle terre pubbliche. Lo strumento di programmazione, predisposto dall’amministrazione comunale guidata da Antonio Succu e approvato da Argea e Regione, è giunto alle fasi conclusive.

«Siamo uno dei pochissimi centri dell’isola ad averlo programmato. Entro il 2018 pubblicheremo il bando», parola dell’assessore all’Agricoltura Mariano Cadoni. I terreni, dopo aver ottenuto la definitiva destinazione d’utilizzo, potranno essere dati in concessione ai cittadini. Buona parte delle terre a uso civico si trova nel monte di Sant’Antonio, la restante parte nell’altopiano di Bara.

«Si tratta di 800 ettari del patrimonio boschivo – precisa l’assessore Cadoni – , che verranno destinati al pascolo, 375 al rimboschimento e altri 300 al taglio del legnatico». La superficie di cui si potrà usufruire sarà comunque più ampia rispetto a quella attuale, di conseguenza aumenterà anche il numero di coloro che potranno farne uso. Nello specifico la filiera foresta-legno prevede la produzione del cippato da impiegare nella centrale termica a servizio dei locali comunali. I lotti destinati alla produzione intensiva, 81 ettari ubicati a Bara, potranno invece ospitare aziende agricole ad alta redditività o piccoli allevamenti intensivi. Sono state, inoltre, individuate altre due aree: in una sarà possibile effettuare l’addestramento dei cani da caccia e nell’altra creare una postazione per il tiro a segno sportivo. «Valorizzare le terre civiche significa offrire, ai giovani in particolare, nuovi sbocchi occupazionali – osserva Mariano Cadoni – ,e allo stesso tempo incentivare l’offerta turistica in aree ricche di fauna e archeologia». L’intento dell’amministrazione comunale è quello di dotare l’area parco di un punto ristoro, di fontanelle d’acqua potabile e piste ciclabili.

La ristrutturazione dei locali ex Eca e la promozione de “Su Cantareddu” completeranno il sistema turistico capace, una volta a regime, di garantire opportunità lavorative anche alle attività ricettive macomeresi. L’assenza dell’importante strumento di programmazione territoriale aveva finora impedito ogni iniziativa produttiva, che andasse oltre gli usi tradizionali
del pascolo e del legnatico.

Si potranno in questa maniera creare le sinergie con le attività ambientali, sportive e ricreative, ma anche con le attività agrituristiche e archeologiche e puntare con decisione su un modello di sviluppo basato che parte dalle terre pubbliche.

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