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Festa grande in onore di Nostra Signora di Corte

Riti religiosi e civili che culmineranno con la messa celebrata dal vescovo Morfino

SINDIA. A 70 anni esatti dalla cerimonia dell’incoronazione, avvenuta nel 1948, la comunità di Sindia si appresta a rendere il tradizionale omaggio a Nostra Signora di Corte, rinnovando un culto molto radicato in tutta la popolazione locale. Il programma della festa è partito giovedì scorso con l’inizio della celebrazione della novena nella chiesa di Corte (alle 17 e alle 21) e in parrocchia (alle 18,30). Per ieri era in calendario, in piazza Mercato, la commedia in lingua sarda “Sa sonaza”, presentata dall’associazione culturale Sas Comares di Bosa. Appuntamenti a Corte il 3 settembre con il cinema sotto le stelle ed il 5 con Hagrimes. Il 7 settembre, al termine della novena appuntamento, sempre a Corte, con “Su izadolzu” e la cena offerta a tutti i presenti. Sabato 8 settembre la giornata culminante della festa con la messa pontificale celebrata, alle 11, dal vescovo di Alghero, monsignor Maria Morfino, seguita, subito dopo, dalla distribuzione del pane benedetto. Nel pomeriggio, con partenza da Corte alle 17, è in programma la processione solenne che vedrà la partecipazione del clero, delle autorità, dei cavalieri in abiti tradizionali guidati da Gonaria, Francesco ed Angelo Virdis, delle Confraternite del Rosario e di Santa Croce, di Comitati, Priorati ed Associazioni, della banda musicale “G. Verdi” di Terralba e dei gruppi in costume di Sindia, Santu Predu di Nuoro, Santa Maria di Bubalis di Siligo, San Pietro di Ittiri. Alle 22,30, in Piazza Mercato, esibizione della Band Bandea Big Band e discoteca all’aperto con Lady Manu Deejay. L’epilogo della festa il 9 settembre con il rientro del simulacro della Madonna a Corte e la celebrazione della messa prelatizia del Beato Gonario. L’abbazia di Corte (Cabuabbas) venne edificata da una nutrita comunità di monaci cistercensi intorno alla metà del XII secolo a seguito di un accordo sancito tra il Giudice di Torres Gonario II e Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’ordine, ed esercitò, per lungo tempo, un’ influenza notevole nella vita economica, sociale e religiosa, di una porzione importante della Sardegna centro occidentale.