La vendemmia a Siniscola «Sarà un’ottima annata»

Nonostante le abbondanti piogge i vigneti della zona godono di ottima salute  L’esperto: «Raccogliete l’uva a tempo debito e state attenti alla vinificazione»

SINISCOLA. Qualcuno ha già iniziato, altri lo faranno nei prossimi giorni. Parte anche in Baronia la vendemmia dopo un annata che dal punto di vista meteorologico, ha fatto temere disastri prima per le infestazioni di iodio peronospora e poi per i violenti temporali e il timore della grandine.

Piccoli e medi produttori della zona, possono comunque tirare un sospiro di sollievo perché a sentire gli addetti ai lavori, il 2018 dovrebbe essere un annata positiva sia per la quantità ma soprattutto per la qualità. Dopo un 2017 avaro a causa della persistente siccità, i vigneti sembrano in piena salute. «Laddove non siano intervenute infestazioni crittogamiche importanti o peggio ancora, non si siano verificati cataclismi meteorologici – dice Raimondo Azara, agronomo esperto nel settore enologico –, si preannuncia una ottima annata, tanto per quantità che per qualità». Le viti, secondo l’esperto, sono state sottoposte a stress idrico ma a questo non dovrebbe creare problemi di sorta. «Le temperature nella media – spiega –, sostanzialmente hanno consentito una maturazione nei tempi di una volta, con lieve (una settimana) anticipo. Non dovrebbero, e non ci saranno gli eccessi di grado zuccherino dell’annata scorsa che tanti problemi hanno determinato in fase di vinificazione ai meno attenti ed esperti, e tutto dovrebbe rientrare nella norma». Azara è prodigo di consigli per i vinificatori hobbisti. «Si deve vendemmiare al momento giusto e non in base alla disponibilità di tempo. Poi molto importante, è la vinificazione che deve avvenire in ambienti idonei e consoni dove sia facilmente ottenibile il controllo della temperatura. Da non dimenticare l’uso di lieviti selezionati, possibilmente isolati in Sardegna (disponibili a prezzi assolutamente convenienti) e di facilissima gestione, per contribuire significativamente all’ottenimento di un buon prodotto. «Il buon vino – dice ancora Azara – lo fa per il 90 per cento la vigna sta a noi occuparci correttamente del resto ma se non agiamo bene roviniamo ciò che madre natura ci ha messo a disposizione». Due parole infine sui conservanti: «La solfitazione non deve essere più un tabù, è pratica assolutamente sicura purché attuata in modo corretto. Si vendemmia nelle ore più fresche e possibilmente, si fa la pigiatura immediatamente». I giorni successivi sono quelli più importanti. «Le follature
devono essere frequenti in caso di alte temperature, quando il mosto si avvicina ai 30 gradi inizia una fase di sofferenza i lieviti lavorano male e lo zucchero non viene trasformato». Per concludere, il primo travaso che va fatto appena finita la fase di fermentazione, senza attendere.

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