Pesca all’aragosta, operatori in rivolta: «Abbandonati da tutti»

Siniscola, il 31 agosto chiusa la stagione senza proroghe Francesco Loi: «In altre regioni si va avanti fino a dicembre»

SINISCOLA. Nessuna proroga regionale per la pesca all’aragosta. Malgrado le richieste dei tanti operatori sardi, dal 31 agosto ha chiuso il prelievo del pregiato crostaceo. La motivazione di spostare la data di chiusura della stagione di pesca, arrivava a causa delle pessime condizioni meteorologiche che hanno impedito alla marineria locale di uscire a mare regolarmente. «Dalle circa 170 giornate del 2017, siamo passati a 140 quest’anno – dice Francesco Loi comandante della motonave Pellicano –. Tante le giornate di vento, mare mosso e temporali che ci hanno costretto a restare in porto. Dal primo settembre e sino al 31 marzo – prosegue – siamo quindi costretti al fermo pesca senza alcun tipo di sussidio mentre in altre regioni italiane, come la Sicilia, si pesca regolarmente sino a dicembre. Non chiediamo sussidi ma solo recuperare le uscite perse per soddisfare le tante richieste che arrivano dal mercato isolano. I ristoratori sono costretti a rivolgersi al mercato nazionale o acquistare aragoste che provengono dalla Tunisia». Una pesca quella dell’aragosta praticata a La Caletta da tanti piccoli operatori artigianali che grazie al prelibato crostaceo riescono a sbarcare il lunario vista la scarsità di altre specie ittiche.

«Oltre alla richiesta di proroga – prosegue Loi – ci vorrebbe un vero fermo biologico nel senso che, tutta l’attività a mare, artigianale e strascico, si fermi nel periodo invernale. Altri problemi sono legati ai delfini che danneggiano le reti poi, bisogna snellire la questione legata al rinnovo di barche e attrezzatura. Troppa burocrazia, se devo cambiare un motore e chiedo fondi europei, devo garantire una fideiussione di pari importo, non tutti possono permetterselo. La norma della rottamazione va estesa anche agli operatori della piccola pesca, chi
vuole cessare l’attività deve essere aiutato, non possono accedere al fondo solo i grandi armatori. La pesca in Sardegna è un settore trainante – conclude il pescatore – .In una Regione a vocazione turistica l’assessore all’Agricoltura deve intervenire per dare respiro a questo settore».

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