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Il grande fratello vigila su Borore

Le 15 telecamere installate un mese fa con fondi regionali

BORORE. Sono in tutto una quindicina, dislocate nei punti più sensibili del paese, le telecamere che da poco più di un mese sorvegliano i quattro ingressi principali di Borore, i luoghi maggiormente frequentati e quelli di interesse pubblico come impianti sportivi, scuole, cimitero e Museo del Pane Rituale. Nel 2013 il piccolo centro del Marghine, allora amministrato dalla giunta di Tore Ghisu, ha partecipato al bando sulla rete di monitoraggio ambientale per la sicurezza del cittadino e del territorio. Tre anni più tardi, e sotto la guida dell’attuale sindaco Bastiana Carboni, la Regione promotrice del progetto ha dato il via libera all’accesso ai fondi. Sessantamila euro in tutto quelli a disposizione, di cui 46mila e 900 regionali che si sono sommati al restante cofinanziamento comunale. «Grazie a questo piano – sottolinea il primo cittadino – siamo stati in grado di installare il sistema di sorveglianza nelle zone nevralgiche». «L’occhio attento delle telecamere – aggiunge l'assessore al Bilancio Alessandro Porcu, – è un buon deterrente contro gli atti vandalici che nel corso degli anni non sono mancati». A farne le spese era stato il museo del pane rituale. La struttura era meta abituale di comitive di giovani animati non sempre da buone intenzioni. Sporcizia, vetri divelti, panchine danneggiate e cestini dell’immondizia resi inutilizzabili. Questi i segni più evidenti della mano dei vandali. «Da quando l'edificio è sotto controllo 24 ore su 24 non si sono più verificati episodi di questo genere», precisa Alessandro Porcu. E il Comune punta in futuro a incrementare il numero delle telecamere.