«Vola in cielo un amico speciale»

Folla a Irgoli per i funerali del piccolo Richard. Lo strazio della famiglia e dei compagni di gioco

INVIATO A IRGOLI. Pochi minuti prima delle 17, quando la bara candida si fa largo tra la folla raccolta sul sagrato assolato della chiesa di San Nicola, gli alunni della terza A, ognuno con una rosa chiara stretta tra le mani, liberano in cielo decine di palloncini bianchi come colombe. Pochi metri dopo, stretta tra il marito Totore e la figlia Gabriela, mamma Celia, vestita di nero e con i capelli raccolti, procede silenziosa e afferra in modo ancora più saldo lo zainetto colorato che il suo piccolo avrebbe dovuto portare con sè, tra pochi giorni, per l’ingresso in terza elementare. Non è stato solo l’estremo saluto a un bimbo di 7 anni strappato troppo presto alla vita, quello celebrato ieri a Irgoli, al funerale di Richard Mulas, ma soprattutto il tributo sentito di un paese a «un bimbo che ci ha insegnato l’amore», come recita, alla fine della messa, una delle sue insegnanti. «Siete stati davvero genitori speciali – aggiunge, rivolta a mamma Celia e a papà Tore e impersonando il piccolo Richard – e io dovevo essere il vostro supereroe». C’è tanto dolore, ieri pomeriggio, nella chiesa di San Nicola, alla messa animata dalle confraternite di San Animas e di Santa Rughe e celebrata dal parroco don Angelo Cosseddu insieme al parroco di Loculi, don Carlo Sedda. Tra i banchi spuntano le testoline dei tanti amici di Richard, su una navata ci sono anche i compagni di classe della sorella Gabriela, con il preside del liceo classico Asproni di Nuoro, Antonio Fadda, e alcuni insegnanti. Ci sono i compagnetti del basket, il sindaco Ignazio Porcu, i familiari, l’intero paese. Tutti a farsi domande sul perché di una morte innocente. «Oggi siamo tristi, Signore – legge uno dei suo compagnetti alla preghiera dei fedeli – perché non capiamo perché hai voluto prendere con te proprio Richard. Ma da adesso sappiamo che abbiamo in cielo un amico speciale». «Ciao, Richard, ricorderemo sempre la tua passione per il basket – dice un altro – adesso avrai altri compagni con cui giocare ma sarai sempre nei nostri canestri. Ricorderemo il tuo sorriso e la tua gioia di vivere». E ancora: «Carissimo Richard, ora sei un angioletto, proteggici da lassù». «Accogliamo le domande e i tanti perché dei compagnetti che lo hanno conosciuto – dice il parroco don Cosseddu – e ringraziamo il Signore per avercelo donato. A dicembre avrebbe dovuto essere battezzato, Richard, e aveva già scelto padrino e madrina, aveva cominciato il catechismo, quindi aveva già ricevuto il suo “battesimo di desiderio”. Il Signore ha colto per sè il suo fiore più bello. Era un
bambino solare, ricco di bontà, felice di vivere la sua età. È difficile capire che si possa morire così giovani, che non lo vedremo più giocare nell’oratorio, che non lo vedremo più sguazzare libero nell’acqua, quell’acqua che poi è stata la sua tomba. Ora abbiamo bisogno di silenzio».

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