Inceneritore di Tossilo, ispezione Cinquestelle

Macomer, Manca visita il sito e chiede lumi sul nuovo forno: «Brucerà rifiuti urbani e speciali»

MACOMER. L’inceneritore di Tossilo è oggi completamente spento. I due forni a letto fluido hanno cessato la loro attività nel 2016, ma l'impianto di Macomer continua ad essere un sito d'interesse strategico per la gestione del ciclo dei rifiuti regionale. Nei giorni scorsi il deputato del M5S Alberto Manca ha visitato il sito insieme ai rappresentanti locali Maurizio Cossu e Carlo Piana. Ad accoglierli l'ingegner Mario Rubattu, direttore del Consorzio e amministratore unico della Tossilo Spa. Se è vero che da oltre due anni a Macomer è sospesa la pratica dell'incenerimento, è altrettanto vero che la restante parte della piattaforma ha continuato a marciare come approdo dei rifiuti urbani dei 70 Comuni del Nuorese, che qui vengono smistati e poi portati, ad eccezione della frazione umida, in discarica a Sassari. Una continuità che rientra a pieno titolo nella linea marcata da tempo e che, nonostante i tanti colpi di scena, tra i quali la variazione del piano regionale dei rifiuti, sembrerebbe definitiva: quella che vede Macomer destinata ad essere anche in futuro il secondo polo di incenerimento con l’entrata in funzione del nuovo forno, oggi in piena fase di realizzazione e la cui ultimazione è prevista per il 2019. Bloccata dal Tar Sardegna ma riabilitata dal Consiglio di Stato, la nuova linea per bruciare rifiuti è vicenda complessa che divide territorio e politica da anni. Tecnologia a griglia, 60 mila tonnellate di materiale all'anno per funzionare a regime e 42 milioni di euro per la sua costruzione. I lavori procedono a pieno ritmo: una struttura enorme che sorge accanto al vecchio impianto e che culminerà con una sola ciminiera. I due vecchi comignoli, così come l'intera struttura dei due forni dismessi, andranno invece smontati successivamente con lavori ancora da appaltare. Cosa brucerà il nuovo forno? «Non solo rifiuti urbani, ma anche una quota di rifiuti speciali e una di rifiuti ospedalieri» è la risposta dell'amministratore Rubattu alla domanda posta dal grillino Manca. Quanto alla discarica di servizio della Tossilo s.pa. alla periferia di Macomer – una discarica esaurita – Rubattu ha specificato che si sta realizzando il progetto per la tombatura e che la sua gestione sarà assicurata per i prossimi 30 anni. Il nuovo inceneritore avrà necessità di una discarica di servizio: «Non l’abbiamo ancora individuata – ha specificato – ma la previsione è quella di appoggiarsi della discarica di Ozieri, ancora da realizzare». Una tappa della visita dentro l'impianto ha riguardato poi l'impianto di selezione: più di un milione di euro
di fondi pubblici per realizzarlo ma non è mai entrato in funzione: parrebbe non essere allineato agli standard Conai. Mentre nell’impianto di compostaggio interessato da un incendio lo scorso mese di aprile, la sezione compost è ferma. Dovrebbe tornare in marcia il prossimo ottobre.

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