La sinistra unita contro il declino

Dibattito politico alla “Satta” sul futuro della Sardegna delle zone interne

NUORO. “La Sardegna di dentro, contro il declino”: un incontro per discutere di politiche di sviluppo locale riferite alle vocazioni territoriali: agricoltura, pastorizia e ambiente con uno sguardo rivolto anche al passato, ai Patti territoriali e al Contratto d’area di Ottana. All’ordine del giorno, tantissimi temi: federalismo interno e autogoverno dei territori a partire dalla cessazione del commissariamento delle province, cancellazione delle decisioni in seno ai servizi, zona franca fiscale per le piccole imprese agroalimentari e turistiche, valorizzazione delle terre civiche, industria legata all’economia verde e alla tecnologia anche attraverso una Zona economica speciale a Ottana, forte sostegno economico alle giovani famiglie, scuola e cultura come scelta strategica. Tutti punti fondamentali di una tesi politica che scommette sulla possibilità di invertire la tendenza allo spopolamento dei territori interni della Sardegna, una tesi posta al centro di una assemblea partecipata nella biblioteca Satta promossa da donne e uomini della sinistra isolana, iscritti e non iscritti a partiti, riuniti sotto la denominazione di “Sinistra, autonomia, federalismo”. «La sinistra può ritrovare forza se si concentra sui grandi temi che interessano la gente in carne ed ossa e ha visione e progetto – ha commentato Mariaelena Motzo, che ha presieduto l’assemblea –. I territori interni raccolgono oltre il 50% della popolazione sarda; devono tornare al centro dell’impegno politico e sociale a non più delle sole iniziative di generosi amministratori locali. Si tratta di un progetto forte che produce una discussione partecipata nella società oltre che nelle istituzioni: questo deve fare la sinistra, mettendo da parte tutto ciò che riguarda la mera gestione del potere».

«La sinistra deve perdere la paura di perdere il potere», ha detto il sindaco di Fonni, Daniela Falconi, in linea al tema dell’iniziativa che ha visto intervenire anche i sindaci Andrea Soddu, Giuseppe Loi ed Emiliano Deiana. Tra i presenti anche don Pietro Borrotzu, Giacomo Mameli e Carlo Prevosto, l’imprenditore e presidente del Gal Marghine Sergio Sulas. L’assemblea è stata introdotta da Mario Pinna che ha ricordato la figura di Gesuino Muledda, anticipando le relazioni di Giangiacomo Ortu, ordinario di Storia moderna, di Francesco Berria e di Omar Chessa, ordinario di Diritto costituzionale. A Tore Cherchi il compito di tirare le somme di un incontro protrattosi per tutta la serata. «Ripartire dai territori – dice Francesco Berria –: è questo uno degli obiettivi che ci siamo dati nel cercare di delineare una serie di spunti di riflessione che da tempo manca. Manca nel dibattito politico generale e soprattutto manca nella
sinistra sarda». Hanno partecipato all’assemblea anche numerosi esponenti del mondo politico isolano come gli assessori regionali Filippo Spanu e Luigi Arru, il presidente regionale della Lega cooperative Claudio Atzori oltre al segretario regionale del Pd, Emanuele Cani. (a.me.)

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