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Macomer capitale di Intercultura

Sessantacinque ragazzi sardi reduci dall’esperienza all’estero si sono trovati in città per il Narritorno  

MACOMER. Macomer, per un fine settimana, si è trasformata nella capitale isolana degli “exchange students”. Sessantacinque ragazzi sardi provenienti dall’esperienza vissuta all’estero grazie a Intercultura si sono dati appuntamento nel centro missionario dei Saveriani di via Toscana per il Narritorno, un incontro per raccontare la loro esperienza ai quattro capi del mondo.

Tutti contenti per il bagaglio di ricordi, forse un po' preoccupati per l’imminente rientro a scuola dopo un intero anno trascorso in realtà completamente diverse da quelle d’origine, si sono confrontati su quanto sia stata importante l’esperienza vissuta.

Prendendo spunto da un oggetto che si sono portati appresso (chi un album fotografico con i momenti più salienti del soggiorno, chi un guantone di baseball e chi la tazza per il mate, la tipica bevanda sudamericana) hanno raccontato le loro storie. Francesca, 18 anni vive a da Calangianus e ha trascorso un anno negli Stati Uniti d’America, nel Wisconsin.

«Il rientro – dice la studentessa – è stato un po’ traumatico. Piano piano mi sto riabituando ai nostri ritmi e so che ora mi aspetta un anno impegnativo ma sono pronta ad affrontarlo».

Sonia arriva da Oristano, a lei è toccato un entusiasmante soggiorno in Bolivia. Poi c’è la piccola pattuglia dei nuoresi: Luigi, Alessandra, Chiara, Benedetta e Paolo alla prese, pure loro, con le piccole difficoltà del rientro.

«Non avrei mai voluto lasciare il Brasile. Lì ho instaurato amicizie profonde» dice Benedetta, che si è fatta prendere dalla saudade come una vera brasiliana.

Loredana, dipendente della Tim è una ex borsista. Nel lontano 1984 partì alla volta degli Usa per un’esperienza che le ha cambiato la vita. Da allora si è dedicata anima e corpo all’associazione che in Sardegna può contare su 12 centri locali e circa duecento volontari ora è la referente regionale per l’educazione interculturale dell’associazione. Con altri sette volontari ha guidato il campo e aiutato i ragazzi a riprendere il loro percorso.

«Quando si ritorna capita che ci siano problemi. Questo incontro serve a superarli e a verbalizzare l’esperienza vissuta» dice. Nell’estate scorsa dalla Sardegna sono partiti 105 ragazzi, di questi 94 hanno trascorso un intero anno, l’80 per cento di loro ha ottenuto borse di studio totali o parziali erogate da Intercultura e da una serie di sponsor tra cui la Fondazione di Sardegna.

Molti hanno deciso di dare una mano come volontari nei centri locali di appartenenza. Gaia e Alessandro, ogliastrini di Tortolì sono tra questi. E sono pronti ad accogliere con i loro consigli i ragazzi stranieri che verranno ospitati dalle famiglie sarde.

«In questi giorni – conclude Loredana – sono arrivati 31 ragazzi stranieri. Cinque rimarranno 11 mesi, gli altri 6 per un semestre».

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