«Azienda modello ma in ginocchio»

Talana, la denuncia dell’allevatore che da tre anni non può movimentare i suini

TALANA. «Da diversi mesi, per l’ennesima volta, ho la mia azienda bloccata per la movimentazione dei capi suini. E questo, a causa della normativa legata alla peste suina, visto che alcuni capi infetti erano stati trovati a 10 chilometri di distanza. Sono totalmente in regola, ma così non è possibile andare avanti, sono allo stremo». Stefano Arzu, allevatore talanese di 44 anni, si lamenta contro la Regione e anche tutte le forze politiche «considerato che nessuno pensa alla nostra categoria».

L’allevatore, esponente della Coldiretti, precisa che può macellare e vendere la carne dei suoi suini «ma non li posso movimentare, nonostante nella mia azienda che si trova a tre chilometri dalla zona di sant’Efisio, in località Arbuleu, non siano mai stati trovati capi colpiti dalla peste suina: nell’ultimo periodo per acquistare sia i maialetti che i capi più grandi mi hanno chiamato da Nuoro, Urzulei, Barisardo, Villagrande, Lotzorai, e tanti altri centri, ma il divieto impostomi alla movimentazione dei capi, sta mettendo l’azienda con il sedere per terra». E ricorda che non può a movimentare i suini, da più di tre mesi, perché si trova nel raggio di 10 chilometri in linea d'aria dalla zona in cui vennero trovati pochi capi con la peste suina.
Il non potere vendere capi suini vivi porterà Stefano Arzu, a breve, a licenziare i due dipendenti: «Ogni giorno i miei animali mangiano e consumano, otto quintali di mangime. Ogni quintale costa 35 euro, per un totale giornaliero di 280 euro. A conti fatti non posso più andare avanti».

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