Abusivismo ricettivo: 17 b&b sanzionati

L’operazione dell’Arma dei carabinieri ha portato all’individuazione di attività irregolari. «Dati dimezzati rispetto al 2017»

NUORO. È ancora lotta all’abusivismo ricettivo in tutta la provincia. Un fenomeno diffusissimo nella Penisola ma presente anche nel Nuorese dove negli ultimi anni si è visto un notevole sviluppo nel comparto turistico-ricettivo, del proliferare di attività classificabili come extra-alberghiere (bed & breakfast, domo, residence). Spesso però sono sprovviste di licenza e di autorizzazioni, nonostante siano presenti su internet, pronte ad accogliere prenotazioni on line da tutto il mondo. L’operazione del Comando provinciale dell’Arma, portata avanti da 79 stazioni, ha permesso di verificare 250 attività. Di queste, 17 sono risultate del tutto abusive e sanzionate per irregolarità, per un totale di 212mila euro. Inoltre, ben 9 gestori, sono stati denunciati alle Procure competenti per non aver comunicato le generalità degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza, impedendo, in un periodo di massima allerta per l’ordine pubblico, il monitoraggio delle persone soggiornanti nella provincia. Ancora due sanzioni amministrative sono state irrogate per irregolarità varie: mancata stipula di polizza assicurativa e mancata esposizione delle tariffe. Le aree interessate in modo particolare da situazioni di abusivismo sono state individuate in Barbagia, in particolare nei comuni di Oliena, Orgosolo e Mamoiada, con ben 9 strutture abusive in totale. A seguire poi nella costa orientale tra la Baronia e l’Ogliastra, dove i militari hanno scoperto 7 strutture abusive tra i comuni di San Teodoro, Galtellì, Baunei e Lotzorai. Un’altra struttura è stata invece individuata a Ussassai. Alla luce dei dati registrati alla fine della stagione turistica appena chiusa, i militari hanno però potuto rilevare un miglioramento della situazione con risultati operativi quasi dimezzati: sono infatti 17 le strutture sanzionate nel 2018, contro le 30 dell’anno precedente.

«Questa circostanza – dice il comandante Marco Keten – si spiega con l’avvenuta tendenza alla regolarizzazione di molte strutture, a seguito dell’analoga attività di controllo svolta proprio nel 2017. La “paura” di incorrere in pesanti sanzioni – aggiunge il maggiore – come peraltro testimoniato informalmente da alcuni gestori all’atto delle verifiche, ha indotto tantissimi abusivi a sanare la propria posizione, se non addirittura a desistere e a cessare definitivamente le attività, prima di essere scoperti. Chi affitta il proprio appartamento “in
nero” ai turisti – conclude – non solo evade le tasse arrecando un danno economico alle strutture regolari, ma al contempo non permette agli organi di polizia di identificare le persone che vengono ospitate in città, come invece fanno tutte le strutture regolari». (k.s.)



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